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Emissioni CO2, Trafigura in pressing su IMO: “Subito una tassa tra 250 e 300 dollari per le navi che inquinano”

Milano – La multinazionale olandese Trafigura, specializzata nei trasporti petroliferi e minerari, sta facendo pressioni sull’Organizzazione marittima internazionale (IMO) per introdurre una tassa per la decarbonizzazione. Tassa che dovrebbe essere compresa tra 250 e 300 dollari per tonnellata di anidride carbonica sui carburanti inquinanti utilizzati dalle navi al fine di rendere competitivi i combustibili a zero e basse emissioni di carbonio.

“Riteniamo che solo attraverso l’introduzione di un’imposta significativa sui combustibili ad alta intensità di carbonio si possano compiere progressi sufficienti verso la decarbonizzazione del settore marittimo a livello globale”, afferma la società in una nota.

La strategia di riduzione, adottata dall’IMO prevede di tagliare le emissioni di CO2 del 40% rispetto ai livelli del 2008 entro il 2030 e di “almeno” il 50% entro il 2050. L’intesa che interessa ogni tipo di nave, dalle navi oceaniche alle petroliere fino ai portacontainer, prevede anche che tutte parti coinvolte si impegnino al massimo per andare oltre e, se possibile, arrivare ad eliminare del tutto le emissioni entro la stessa data. Il trasporto marittimo negli ultimi anni è stato responsabile di un totale di emissioni di anidride carbonica pari a circa 800 milioni di tonnellate l’anno (2-3% delle emissioni globali).

Il testo approvato però, secondo molti analisti, non è sufficiente. Un’ analisi compiuta dall’International Council on Clean Transportation sottolinea che, per essere coerenti con l’accordo di Parigi, il trasporto marittimo non dovrebbe emettere più di 17 miliardi di tonnellate di CO2 equivalenti da qui al 2075, mentre l’accordo attuale implica emissioni tra 28 e 43 miliardi di tonnellate (senza nessuna azione le emissioni sarebbero pari a 101 miliardi di tonnellate al 2075)

Di fronte a questo scenario, Trafigura, per tentare di accelerare la transizione energetica, propone che “l’IMO introduca un sistema in cui quando viene utilizzato un carburante che ha un’intensità di anidride carbonica (CO2) superiore ad un livello concordato, viene addebitata una tassa. E laddove viene utilizzato un carburante con un profilo di CO2 inferiore al livello concordato, viene fornito un sussidio”, ha affermato la società.

“Per cambiare il settore e ottenere questa evoluzione, i governi, gli armatori e i noleggiatori di tutto il mondo hanno urgente bisogno di lavorare con l’IMO per concordare e attuare una tassa sui combustibili ad alta intensità di carbonio e per sovvenzionare l’uso di bunker alternativo a basse e zero emissioni di carbonio. Le entrate raccolte da questa tassa potrebbero essere in parte utilizzate per finanziare ulteriori ricerche e sviluppo in combustibili green”, ha concluso Trafigura.