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Emissioni, stretta dell’UE sullo shipping. “Chi inquina dovrà pagare” / Focus

Bruxelles – Il Parlamento europeo ha votato a favore dell’inclusione delle emissioni di gas a effetto serra del settore marittimo nel sistema di scambio di quote dell’UE a partire dal 1° gennaio 2022. I deputati europei hanno sostenuto un obiettivo di efficienza dei gas serra del -40% per le compagnie di navigazione, “da raggiungere gradualmente entro il 2030, nell’ambito della revisione del sistema di monitoraggio, comunicazione e verifica (MRV) dell’UE per le emissioni delle navi”.

Hanno anche affermato che “le compagnie di navigazione dovranno acquistare crediti di carbonio dell’UE per compensare l’inquinamento prodotto”. Lo schema coprirà le emissioni dei viaggi all’interno dell’Europa, nonché i viaggi internazionali che iniziano o finiscono in un porto dell’UE.

È stato inoltre chiesto alla Commissione europea di istituire un fondo per lo sviluppo di navi climaticamente neutre e il finanziamento delle aree marine protette.  “Il Parlamento europeo sta compiendo un grande passo verso la protezione del clima nella navigazione. L’obiettivo del 40 percento in meno di CO2 entro il 2030 significa mezzo punto in meno di emissioni nel bilancio complessivo dell’UE per lo stesso volume di merci “, ha affermato Jutta Paulu , deputata al Parlamento europeo e membro dei Verdi/ALE della commissione per l’ambiente del Parlamento europeo.

Le emissioni dell’Unione europea «sono calate del 25% dal 1990 a oggi» ma «la nostra economia è cresciuta del 60%» nello stesso periodo. Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel corso del suo primo discorso sullo Stato dell’Unione. «Ci stiamo già avviando verso un’economia circolare con emissioni carboniche neutre», sostiene la presidente che poi annuncia che «il 37% dei fondi del piano Next Generation EU» andrà usato «nell’attuazione del Green Deal». La presidente della Commissione ha anche evidenziato il primato Ue per emissione di bond verdì e ha annunciato l’obiettivo di «reperire il 30% dei 750 miliardi (del Recovery Fund, ndr) grazie ai green bond. Per raggiungere gli obiettivi del Green Deal, occorre abbassare almeno del 55%» le emissioni di CO2 nell’Ue rispetto al precedente obiettivo del 40%. La tedesca ha poi precisato che il nuovo traguardo è «eccessivo per alcuni e non sufficiente per altri». «Ma la nostra analisi di impatto dimostra che se l’Unione europea raggiungesse questo nuovo obiettivo sarebbe sulla giusta strada per raggiungere neutralità climatica entro il 2050 e rispettare accordi di Parigi».

Dura la presa di posizione della European Community Shipowners’ Associations (ECSA), dopo la decisione odierna del Parlamento europeo di includere lo shipping nel sistema di scambio delle quote di emissioni dell’UE.

«Il trasporto marittimo europeo è nella sua interezza pienamente impegnato nella decarbonizzazione e sostiene la ferma ambizione dell’UE di diventare il primo continente mondiale a emissioni zero», ha dichiarato il segretario generale dell’ECSA, Martin Dorsman «Confidiamo che il Consiglio congeli qualsiasi proposta sino a quando non verrà effettuata una valutazione approfondita e globale dell’impatto. Qualsiasi decisione verrà presa dovrà funzionare veramente e produrre effettivamente dei risultati», ha aggiunto il segretario generale.

L’associazione degli armatori europei ha ricordato che l’industria dello shipping è pienamente impegnata ad eliminare completamente le proprie emissioni di gas serra, in linea con gli ambiziosi obiettivi fissati nella strategia iniziale dell’IMO sui gas serra approvata nel 2018. L’ECSA ha sottolineato che tale strategia include l’obiettivo di ridurre complessivamente le emissioni di gas serra del trasporto marittimo internazionale di almeno il 50% entro il 2050 rispetto al livello di emissioni del 2008 e che ciò implica che nel 2030 le navi di nuova costruzione dovranno già essere prive di emissioni di carbonio. Inoltre – ha puntualizzato l’associazione – la strategia stabilisce una riduzione delle emissioni di CO2 del trasporto, rispetto al 2008, pari ad almeno il 40% entro il 2030 per arrivare al 70% entro il 2050.