Green&Tech Oil & Gas

Energia, DNV: “Il conflitto in Ucraina favorirà la decarbonizzazione”

I combustibili non fossili rappresenteranno il 34% del mix energetico europeo entro il 2024, secondo DNV, una cifra di due punti percentuali in più rispetto alle previsioni prima del conflitto russo-ucraino

La società di classificazione norvegese DNV ha affermato, nella sua ultima analisi, che la guerra in Ucraina non influenzerà negativamente il progresso della transizione energetica dell’Europa. Al contrario: i paesi accelereranno lo sviluppo delle energie rinnovabili, che favoriscono il processo di transizione energetica e decarbonizzazione, perché sperano di liberarsi più rapidamente della loro naturale dipendenza dalla Russia.

CHE COSA DICE LO STUDIO
DNV ha recentemente affermato in un briefing che, a causa della riduzione della quota di combustibili fossili nel mix energetico e del calo delle emissioni di gas serra, la riduzione della dipendenza dal gas naturale russo accelererà la transizione energetica in Europa. 

I combustibili non fossili rappresenteranno il 34% del mix energetico europeo entro il 2024, secondo DNV, una cifra di due punti percentuali in più rispetto alle previsioni prima del conflitto russo-ucraino.

Inoltre, l’ultimo studio indica un calo del 9% del consumo totale di gas naturale nel 2024 rispetto al modello elaborato da DNV prima del conflitto russo-ucraino. DNV ha spiegato che entro il 2026 il solare crescerà del 20%, mettendo a segno l’aumento maggiore. Inoltre, la disattivazione ritardata di alcune centrali nucleari rappresenta un fatto importante per colmare il divario causato dal calo del consumo di gas naturale.

DNV ha poi osservato che il ricorso al carbone sarà inevitabile per soddisfare il fabbisogno energetico dell’Europa a breve termine, ma ritardare la disattivazione delle centrali nucleari e aumentare l’utilizzo dell’energia nucleare sarà importante per compensare la carenza di gas nel 2024. 

DNV ipotizza che le importazioni totali di gas europee dalla Russia diminuiranno dell’80% nel 2023 e del 100% nel 2025.

IL RUOLO DECISIVO DEI LEADER UE
Remi Eriksen, Presidente e CEO di DNV Group, ha dichiarato: “Durante la pandemia di Covid-19, i leader europei hanno dimostrato di avere idee chiare. Di fronte a questa grave crisi energetica, i leader hanno applicato ancora una volta una mentalità chiara per accelerare la transizione energetica dell’Europa. Una decisione che favorirà anche la sicurezza nel settore energetico”.

Inoltre, l’analisi afferma che in un ipotetico scenario senza la guerra russo-ucraina, le emissioni di energia in Europa diminuiranno del 2,3% nel periodo 2022-2030. Ciò è dovuto alla crescente importanza delle fonti di energia a basse emissioni di carbonio, come le energie rinnovabili e il nucleare, nonché ai miglioramenti nell’efficienza energetica e al rallentamento della crescita economica nel breve e medio termine.

DNV ritiene che, a causa della mancanza delle infrastrutture necessarie, la strategia russa di svolta verso est non possa compensare pienamente la riduzione delle esportazioni di gas verso l’Europa. In altre parole: per la Russia il mercato asiatico non può compensare la perdita del mercato europeo. 

Allo stesso tempo, l’analisi stima anche che la produzione di gas in Europa aumenterà del 12% nel 2030 poiché un aumento a breve termine dei prezzi del petrolio e del gas stimolerà l’industria europea del gas a rispondere e l’Unione europea a impegnarsi ad aumentare la fornitura di gas.

L’analisi DNV ritiene che il ruolo del GNL importato sarà limitato, poiché la costruzione di nuove infrastrutture di rigassificazione richiederebbe dai due ai cinque anni. Tuttavia, DNV resta fiducioso che il GNL importato farà parte della strategia generale di sicurezza energetica dell’Europa. Nel marzo 2022, infatti, l’UE ha firmato un accordo con gli Stati Uniti per l’acquisto di 15 miliardi di metri cubi di GNL solo per quest’anno.

Sverre Alvik, direttore della ricerca sulla transizione energetica presso DNV, ha commentato: “La guerra in Ucraina ha scosso il mercato energetico, ma la decarbonizzazione rimane il tema principale”.

Il manager ha inoltre sottolineato che, mentre le società energetiche cercano di sfruttare l’opportunità di mercato degli alti prezzi dell’energia e delle carenze di forniture, l’industria petrolifera e del gas è a rischio di sovraccapacità prima del 2030 e il conflitto tra Russia e Ucraina causerà problemi come il rallentamento della crescita del PIL e la frenata della globalizzazione, che potrebbero colpire ulteriormente la domanda. In questo senso, DNV è ribassista a lungo termine sul mercato petrolifero.