Green&Tech Yacht

Energy Observer, il catamarano a emissioni zero ha già percorso 40.000 miglia nautiche

Energy Observer, la prima nave a idrogeno a fare il giro del mondo, ha lasciato le Hawaii il 20 giugno e ha dimostrato ancora una volta che la sua autonomia energetica è incredibile: 3.366 miglia nautiche (velocità media: 5,6 nodi) percorse per attraversare l’Oceano Pacifico

Parigi – Da quando ha lasciato il suo porto di origine di Saint-Malo nel 2017, Energy Observer ha intrapreso un viaggio di 7 anni intorno al mondo che continuerà fino al 2024. Arrivato in Nuova Caledonia il 16 luglio, il catamarano ha già percorso oltre 40.000 miglia nautiche, ha fatto 68 scali – di cui 15 con la sua mostra didattica – e visitato 30 paesi. La barca, prima di diventare un laboratorio per la transizione energetica ed ecologica, era un leggendario catamarano pluripremiato. Oggi, Energy Observer è progettato per superare i limiti delle tecnologie a emissioni zero. Idrogeno, solare, eolico e idrogenerativo: tutte le soluzioni sono in fase di sperimentazione e ottimizzazione per rendere le energie pulite una realtà per tutti.

Energy Observer, come raccontano i suoi progettisti, è una piattaforma sperimentale per le fonti energetiche di domani. Una nave rivoluzionaria che naviga senza danneggiare il pianeta. La sua propulsione elettrica è alimentata da fonti rinnovabili: sole, vento e correnti d’acqua. Ciò che lo rende così unico è la sua capacità di immagazzinare l’energia in eccesso sotto forma di idrogeno; un idrogeno prodotto direttamente a bordo dall’acqua di mare, una tecnologia che permette una totale autonomia energetica in mare aperto. “Oggi è necessario dare un senso all’innovazione, perché serva a risolvere le sfide che l’umanità deve affrontare” dice Victorien Erussard, comandante e fondatore di Energy Observer.

Energy Observer, la prima nave a idrogeno a fare il giro del mondo, ha lasciato le Hawaii il 20 giugno e ha dimostrato ancora una volta che la sua autonomia energetica è incredibile: 3.366 miglia nautiche (velocità media: 5,6 nodi) percorse per attraversare l’Oceano Pacifico e raggiungere la Nuova Caledonia. Il viaggio è durato 25 giorni, facendo affidamento solo sull’energia che la nave può creare, sull’idrogeno che immagazzina e sul vento nelle sue vele.

Questo territorio francese situato a 17.000 km dalla Francia è un grande arcipelago nell’Oceano Pacifico sudoccidentale. Grande Terre, l’isola principale, ospita il secondo sistema di barriera corallina più grande del mondo dopo la Grande Barriera Corallina australiana. Tuttavia, le barriere coralline neo-caledoniane e la laguna superano la Grande Barriera Corallina per diversità di coralli e pesci. Un ecosistema unico elencato come patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Nonostante le sue risorse naturali e l’abbondanza di fonti energetiche rinnovabili, la Nuova Caledonia dipendeva ancora per il 97% dai combustibili fossili nel 2019, con oltre 5.200.000 tonnellate di CO2 emesse all’anno secondo i dati della Agence Calédonienne de l’Énergie. Tuttavia, il governo punta a ridurre le emissioni di CO2 della collettività del 35% e raddoppiare la produzione di energia rinnovabile entro il 2030. Energy Observer arriva nell’arcipelago per indagare sulle azioni intraprese per raggiungere questi obiettivi green.