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ETS nello shipping, l’UE chiarisce: “Prima la verifica dell’impatto sul settore, poi la decisione finale”

Bruxelles – La proposta della Commissione Europea (CE), approvata lo scorso 16 settembre dal Parlamento, di estendere il sistema di scambio di quote di emissioni (ETS) dell’UE al settore marittimo “sarà prima sottoposta a valutazione d’impatto e consultazione pubblica, che sono le procedure standard del processo legislativo comunitario, poi potrebbe diventare operativa. E i risultati di questo processo saranno presentati al Consiglio dei ministri e al Parlamento europeo entro giugno 2021”.

Dopo giorni di grandi tensioni nel mondo dello shipping, arriva un chiarimento da Bruxelles, rilasciato a Container News, sulla tempistica e le modalità che dovranno accompagnare la misura contestata da tutto il cluster marittimo-portuale europeo. “La proposta della Commissione è attualmente in corso”, ha detto la portavoce, la quale ha puntualizzato che “il processo di codecisione riguarda le questioni di monitoraggio, comunicazione e verifica a seguito di un accordo raggiunto presso l’Organizzazione marittima internazionale (IMO)”.

Inoltre, la CE ha affermato che non è ancora chiaro come funzionerà l’ETS marittimo. “L’obiettivo della Commissione è quello di prendere in considerazione diverse opzioni per garantire che le politiche dell’UE siano progettate nel modo più efficiente ed efficace possibile, come suggerisce il Climate Target Plan 2030 recentemente adottato dalla Commissione, che indica l’importanza di affrontare le emissioni intra-UE come parte di un impegno intersettoriale, tenendo in debito conto le emissioni internazionali”, ha affermato la Commissione. Pertanto, “la progettazione precisa e gli aspetti tecnici dell’estensione dell’ETS al settore marittimo saranno valutati nei prossimi mesi”.

Le organizzazioni del settore marittimo (come Intercargo, Intertanko, World Shipping Council, solo per citarne alcune) temono che l’ETS dell’UE avrà effettivamente una portata molto maggiore rispetto ai confini geografici comunitari poiché la maggior parte delle navi più grandi e inquinanti, in particolare le unità portacontainer, si dirigono verso l’Europa dall’Asia e dagli Stati Uniti.

Tuttavia, la CE ha affermato che la valutazione dell’impatto terrà conto degli impatti ambientali, economici e sociali delle misure finali proposte. “È quindi troppo presto per anticipare la portata della proposta per quanto riguarda le navi interessate o la sua applicazione geografica”, ha concluso la portavoce.