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Europol: “Rotterdam, Amburgo e Anversa sono i principali punti di accesso del traffico di cocaina in UE”

Secondo le statistiche i porti del Northern Range hanno superato quelli spagnoli. Il mercato europeo vale oltre 4,5 milioni di clienti.

Milano – Belgio e Paesi Bassi hanno superato la Spagna come principali punti di accesso per il traffico di cocaina in Europa. A rilevarlo è l’ultimo rapporto sul traffico illecito di cocaina tra il Sud America e il Vecchio Continente, redatto da United Nations Office on Drugs and Crime (UNODC) ed Europol, da cui si evince che le organizzazioni criminali, principalmente quelle colombiane, stanno introducendo droga nei Paesi Bassi attraverso Rotterdam, Amburgo e principalmente Anversa (nella foto), per poi essere smistata in tutta Europa.

“Il mercato della cocaina in Europa è emigrato verso nord”, riporta lo studio il quale evidenzia che “il fenomeno è in crescita sia per l’utilizzo massiccio di navi portacontainer sempre più grandi sia per la vasta capacità dei terminal portuali di Anversa, Rotterdam e Amburgo che hanno consolidato il ruolo dei Paesi Bassi, Belgio e Germania come area di transito per il traffico di cocaina”.

Lo studio riporta che nel 2020 ad Anversa sono state sequestrate 65,6 tonnellate di cocaina, oltre 5 volte la cifra dei porti di Valencia o Gioia Tauro. Legato al boom del mercato della cocaina anche un aumento del numero di omicidi, sparatorie, attentati dinamitardi, incendi dolosi, rapimenti, torture e intimidazioni. Cambia anche la natura degli episodi di violenza legati al narcotraffico che si concentrano nei grandi centri urbani e fuori dalle zone tradizionalmente ad infiltrazione criminale.

Numeri alla mano, il mercato europeo della cocaina ha visto una drastica espansione per effetto dell’aumento del traffico, in particolare da quando è stato sottoscritto l’accordo di pace del 2016 tra i guerriglieri marxisti delle FARC e il governo colombiano. Accordo che, secondo lo studio, “ha rotto la struttura di comando integrata delle FARC e ha portato allo sviluppo di varie organizzazioni scissioniste che controllano vari territori e la produzione di cocaina in queste aree”.

Tutto questo “ha aumentato la possibilità di formare nuove alleanze e collaborazioni”, osserva lo studio aggiungendo che “i gruppi criminali europei hanno ora cambiato strategia, creando legami diretti con queste bande e acquistando cocaina direttamente alla fonte”.

Secondo il rapporto, la cocaina è al secondo posto nell’elenco delle droghe più utilizzate nell’Europa occidentale e centrale, con le proiezioni più recenti che stimano il numero di consumatori a 4,4 milioni entro il 2020.