Shipping e Logistica

Ferraris (FS): “Ferrovie cruciali nei trasporti, ma servono nuove infrastrutture”

“Bisogna creare le condizioni per aprire il settore ferroviario anche agli investimenti privati. Per promuovere servizi sempre più integrati servono anche infrastrutture ferroviarie e stradali accessibili”

Roma – «Con l’ambizione di diventare la spina dorsale di una mobilità più integrata ed efficiente, le ferrovie svolgono un ruolo cruciale nel settore dei trasporti», così Luigi Ferraris, AD del Gruppo FS, ha aperto il suo intervento introduttivo all’International Railway Summit 2023, nella seconda giornata di un evento internazionale che ha raccolto a Roma i rappresentanti delle principali società ferroviarie e gli operatori del settore.

Perché la ferrovia acquisisca questo ruolo di protagonista occorre anche, nelle parole di Ferraris «realizzare nuove infrastrutture, ammodernare le esistenti e creare le condizioni per aprire il settore ferroviario anche agli investimenti privati. Per promuovere servizi sempre più integrati servono anche infrastrutture ferroviarie e stradali accessibili, resilienti e interconnesse tra loro alle quali il Gruppo FS sta lavorando con ingenti investimenti e grazie a un modello organizzativo che può rappresentare un buon esempio di collaborazione tra business stradale e ferroviario (RFI e ANAS operano in sinergia nello stesso Polo Infrastrutture n.d.r)». 

Prima di lui, a testimoniare l’attenzione dell’intero governo italiano al settore ferroviario, ha preso la parola il Vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. «Il sistema ferroviario – ha dichiarato il ministro – è un modello. Nel settore degli appalti è ormai imminente il varo del nuovo codice che sarà più snello, moderno ed efficace e aiuterà a velocizzare la realizzazione delle opere. Considerato che oggi in Italia, opere del valore inferiore ai 100 milioni, richiedono una media di 11 anni per essere completate.  Inoltre, stiamo investendo sull’alta velocità, vogliamo portarla finalmente anche al Sud, senza scordarci di investire sui treni regionali, quelli che si prendono tutti i giorni. Poi sposteremo una quota del trasporto delle merci dal trasporto su gomma al ferroviario, perché meno impattante dal punto di vista ambientale. Infine le grandi opere, come il ponte sullo Stretto ma anche quelle legate al Giubileo o alla candidatura di Roma per l’Expo 2030. Sfide internazionali dove le ferrovie saranno protagoniste». 

Ferrovie al centro di un sistema capace di far dialogare e integrare mezzi di trasporto diversi. «Dobbiamo fare in modo che  le varie modalità di trasporto – parole di Luigi Ferraris – lavorino insieme per creare un sistema di mobilità multimodale veramente sostenibile. È necessaria una visione comune delle sinergie nell’intero settore dei trasporti con una prospettiva ampia e condivisa». Se la vera competizione è quella con il trasporto privato, «una delle principali sfide per il settore ferroviario – ha continuato Ferraris – è quella di fornire un livello di flessibilità simile alle auto private. L’obiettivo è creare un’esperienza di viaggio multimodale, sostenibile e affidabile che vada oltre il viaggio in treno attraverso un’offerta di trasporto integrata, continua e su misura. In questo contesto, la digitalizzazione può essere uno dei principali driver di questa trasformazione, insieme alla creazione di una piattaforma di ticketing semplificata». 

E la sostenibilità ambientale del treno, sua intrinseca caratteristica, può essere ancora migliorata. «Il tasso di elettrificazione della nostra rete è uno dei più alti in Europa. Ma siamo i maggiori consumatori di energia del Paese – ha sottolineato l’AD del Gruppo FS – e per questo abbiamo avviato un programma di autoproduzione di energia da fonti rinnovabili che coprirà almeno il 40% del nostro fabbisogno». La salvaguardia ambientale passa però anche da misure disincentivanti verso le modalità più impattanti in termini di costi esterni. In Francia, ad esempio, stanno vietando gli spostamenti aerei per i viaggi a corto raggio. «La decisione di vietare i voli – continua Ferraris – quando è disponibile una modalità di trasporto più sostenibile e con un livello di servizio adeguato, come la ferrovia, è uno spunto di riflessione per tutti noi. Questo divieto, infatti, è riuscito a evidenziare esplicitamente la maggiore sostenibilità del trasporto ferroviario rispetto a quello aereo. «Ovviamente, ci sono distanze che è impensabile coprire, o farlo in maniera competitiva con il treno e allora largo alla collaborazione. Gli accordi di FS con due vettori aerei internazionali, Lufthansa e ITA, vanno inquadrati in un ampio contesto di collaborazioni e partnership con altri operatori di mobilità collettiva e condivisa, in coerenza con gli obiettivi del nostro Piano Industriale 2022-2031».

E, infine, un’attenzione alla logistica e al trasporto merci «dove il nostro principale concorrente rimane il trasporto su gomma. Il settore stradale è soggetto a costi inferiori rispetto a quello ferroviario. Dobbiamo lavorare su questo per migliorare le condizioni e rendere più attrattivi e far crescere i servizi ferroviari». Sempre con un occhio ai costi esterni della mobilità, al rischio di vedere crescere fino a un milione i veicoli commerciali in più sulle strade, la Commissione Europea ha posto l’obiettivo di aumentare il traffico merci su rotaia del 50% entro il 2030 e raddoppiarlo entro il 2050.