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Fincantieri rinvia il piano industriale: “Aspettiamo la fine dell’emergenza virus”

Trieste – Ricavi per 4,3 miliardi euro (3,9 nel 2018), ebitda a 489 milioni (474), ebitda margin 11,3% (11,9%) e utile per 151 milioni (218),a netto della svalutazione della partecipazione in Vard per 50 milioni e degli oneri straordinari per amianto di 40 milioni. Sono i dati principali del bilancio 2019 della Fincantieri Spa, approvato oggi dal cda. Il bilancio consolidato di gruppo, invece, chiude con risultato negativo per 148 milioni euro (69 in attivo nel 2018), a causa della prevista performance negativa della Vard.

Nella relazione, l’ad Giuseppe Bono ha sottolineato come i risultati abbiano «confermato una visione strategica di lungo termine che va oltre la gestione aziendale e ci permette di coniugare gli interessi del Gruppo e dei suoi principali stakeholder con quelli del Paese. Una prova concreta di ciò è stato il nostro ingresso nel settore delle grandi infrastrutture, nel quale un tempo l’Italia primeggiava, un patrimonio però che andava dissolvendosi». Nella nota Fincantieri segnala che i risultati economici del Gruppo «scontano le performance negative della controllata Vard. Nel corso del 2019, a valle del delisting avvenuto a dicembre 2018, è stato possibile avviare il processo di ristrutturazione e rivisitazione dell’attività operativa della controllata Vard, volto ad individuare le azioni necessarie per il miglioramento dell’andamento gestionale».

Gli investimenti effettuati nel corso del 2019, continua la nota, sono ammontati a 279 milioni, di cui 61 milioni in attività immateriali (27 milioni per progetti di sviluppo) e 218 milioni in immobili, impianti e macchinari. Il 77% degli investimenti complessivi è stato effettuato dalla capogruppo. Per quanto riguarda la situazione maturata con l’emergenza coronavirus Fincantieri ritiene che «qualora la situazione si risolvesse in tempi ragionevoli, la struttura patrimoniale ed economica del Gruppo sia in grado di fare fronte agli effetti dell’emergenza». Inoltre in considerazione dell’incertezza relativa all’impatto dell’epidemia «sul tessuto produttivo, economico e sociale del Paese, non appena gli sviluppi dell’emergenza consentiranno un’analisi più chiara del possibile impatto, la Società finalizzerà il nuovo Piano Industriale 2020-2024 e ne darà tempestiva comunicazione al mercato».