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Fs perde 8 milioni al mese per la chiusura del tunnel del Frejus

Si tratta di 5 milioni di perdite per il comparto merci e 3 milioni per i passeggeri dell’alta velocità: 40 milioni in 5 mesi. Una mancata circolazione di 376 treni ogni 30 giorni. Ma se la riapertura slitterà a Natale, il conto salirà a oltre 100 milioni

Roma – Ferrovie dello Stato perde otto milioni di euro al mese a causa della chiusura del del tunnel del Frejus, 40 milioni in cinque mesi. Questo il conto da quando, nell’agosto scorso, è stata sospesa la linea ferroviaria Milano-Parigi per la chiusura del tunnel sul versante francese a causa della frana nella valle della Maurienne. “Si tratta di 5 milioni di perdite al mese per il comparto merci e 3 milioni per quello passeggeri dell’alta velocità”, ha detto il chief international officer di Fs, Carlo Palasciano a margine di un evento. Per il comparto merci, Fs ha quantificato una mancata circolazione di 376 treni al mese. Riguardo il lato passeggeri, il Frecciarossa Milano-Parigi operava quattro collegamenti al giorno tra le due città.
“Tutti i parlamentari dell’Alta Savoia sono arrabbiati più di noi sul fatto che non vedono fare nulla. La settimana scorsa i francesi ci hanno detto che il tunnel non sembra sia stato toccato, ma ce l’avevano detto già due mesi fa – ha raccontato Palasciano – Loro hanno paura che queste pietre, essendo cadute anche sul tunnel, possano averlo messo un po’ a rischio. Ma ormai è dal 28 di agosto che è così“.
Al momento la riapertura della linea storica tra Italia e Francia è attesa per ottobre prossimo, ma c’è chi parla anche di uno slittamento a Natale. Se così fosse, il costo per Fs volerebbe ben oltre i 100 milioni.
La chiusura del tunnel del Frejus si è aggiunta a situazioni già complicate per i valichi alpini, come quelli di Monte Bianco, Gottardo e Brennero. “Quello che succede ai valichi alpini è determinante per lo sviluppo economico e commerciale dell’Italia, un Paese fondato sull’interscambio con l’estero”, ha sottolineato l’amministratore delegato di Fs, Luigi Ferraris.