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Furti di merce, arresti e denunce a Piacenza. Coinvolti magazzinieri, camionisti, guardie giurate

Piacenza – Svuotavano i pacchi della merce contenuta per poi rivenderla sul mercato “nero”, quello della ricettazione. Così agiva la banda criminale incastrata dai carabinieri di Piacenza nell’indagine chiamata “Stealing job”, partita da alcuni accertamenti nel 2017 e in cui figurano oggi 94 indagati. Su richiesta della procura emiliana i militari hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare del gip nei confronti di 27 cittadini italiani e 10 stranieri, accusati a vario titolo di peculato, appropriazione indebita, ricettazione e riciclaggio. i destinatari dei provvedimenti – residenti a Piacenza, Cremona, Lodi e Caserta – risultano per la maggior parte dipendenti di una cooperativa torinese di servizi, a sua volta collegata al corriere Sda Express (azienda del gruppo Poste Italiane). La merce sottratta illecitamente era quella in transito nel deposito di Monticelli d’Ongina, nel piacentino. In particolare per quattordici persone è stata disposta la custodia cautelare in carcere e per altre 11 gli arresti domiciliari. Altri dodici associati alla presunta banda hanno invece l’obbligo di firma alla polizia.


Gli elementi di prova raccolti dagli investigatori sono corposi e comprendono anche sei arresti in flagranza di reato. Per quanto riguarda la refurtiva, sono stati sequestrati beni per circa 4 milioni, a fronte di un danno stimato di oltre cinque. Dai numerosissimi pedinamenti e dalle intercettazioni telefoniche è emerso che facevano sparire interi bancali di merce di ogni genere dai camion che arrivavano all’hub piacentino, per poi rivendere tutto grazie a una fitta rete clandestina di ricettatori che si appoggiano ad alcuni noti siti internet di acquisti tra privati, oppure a negozi con titolari compiacenti. Coinvolti, a vario titolo, non solo magazzinieri, ma anche camionisti e guardie giurate che, al momento opportuno, fingevano di non vedere ciò che accadeva.