Porti e Infrastrutture

Fusione Psa-Sech, tocca ai grossi calibri

Genova – L’hanno avvistato in centro città, a pochi metri dalla sede della Regione Liguria Dove questa mattina, accompagnato da Giulio Schenone, ha incontrato il presidente della Regione Giovanni Toti. David Yang, numero uno in Europa e Americadel colosso dei terminal Psa che a Genova gestisce la principale banchina container, non passa inosservato nel capoluogo ligure. Soprattutto in questo momento.

David Yang

In ballo c’è infatti l’operazione di fusione con il Sech che ha subito diversi colpi dopo i tentativi di cancellazione dell’articolo “18 comma 7” in Parlamento con gli emendamenti presentati da mezzo arco costituzionale.

La calata di Yang non è casuale e serva anche per capire le intenzioni del ministero sull’abolizione del pezzo di legge portuale che favorirebbe l’operazione di fusione.

Nei prossimi giorni intanto l’Antitrust comincerà le audizioni di chi ha presentato ricorso contro la fusione. L’Authority di Genova invece dovrebbe convocare a breve il comitato di gestione per dare il via libera all’operazione. Ma il clima rimane teso, dopo le perplessità sollevate dai sindacati che chiedono chiarezza sul fronte dell’occupazione.

In questi giorni il presidente del porto Paolo Signorini ha cercato la sponda del governo per garantirsi più forza nella decisione che dovrà prendere a breve. I tentativi sono però andati a vuoto, almeno sino ad oggi. Rimane la strada del maxi emendamento, ma è difficile pensare che la riforma dei porti passi da lì con l’avvallo del ministero.