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Genova, Pessina (Assagenti) sferza i terminalisti: “Bisogna investire di più sulla ferrovia”

“Una quota accettabile di traffico su rotaia deve essere tra il 40 e il 50%, e il nuovo Nodo ferroviario di Genova è lo strumento che deve permetterci di raggiungere questo obiettivo”

Genova – “Una banchina pubblica potrebbe permettere alle imprese e alle compagnie più piccole di avere un proprio spazio per sviluppare attività. Una piccola porzione delle aree siderurgiche ex Ilva potrebbe essere eventualmente uno spazio che potrebbe prestarsi per questo tipo di attività. Per quanto riguarda i terminal propriamente detti, e parlando di pianificazione del territorio, devo dire che sono d’accordo con Augusto Cosulich quando dice che essere imprenditori significa prima di tutto investire. Lo dice la parola stessa: è imprenditore colui che intraprende”. Lo dice al Secolo XIX in edicola oggi Paolo Pessina, presidente di Assagenti.

“Questo mi sembra quanto mai opportuno ricordarlo ai terminalisti, che devono impegnarsi a investire sulla ferrovia. Se alla fine dei potenziamenti infrastrutturali previsti per il porto saremo ancora a una quota di traffico ferroviario del 16%, credo davvero che ci sarebbe molto da discutere. Una quota accettabile di traffico su rotaia in entrata e uscita dal porto deve essere tra il 40 e il 50%, e il nuovo Nodo ferroviario di Genova è lo strumento che deve permetterci di raggiungere questo obiettivo”.