Porti e Infrastrutture

Genova, si riapre il dibattito sul futuro del porto di Pra’. Barbazza avverte: “Basta scempi”

La posizione del presidente del Municipio: “E’ singolare che qualcuno possa immaginare di poter ripetere, con le stesse, se non peggiori, modalità, gli scempi degli anni ’70/’80”

Genova – “Dopo mesi di esternazioni sui media da parte di varie entità di idee su come intervenire sulla portualità genovese, in particolare attraverso l’espansione del Bacino Portuale di Pra’, è opportuno fare qualche ragionamento. Trattandosi di tematiche complesse ed impattanti, spicca la totale mancanza di una rispettosa condivisione preventiva tra i proponenti, attraverso chi ha responsabilità in materia, e i rappresentanti istituzionali dei territori e dei cittadini interessati, ed in particolare il Municipio, che ne è l’espressione più diretta e vicina”. Inizia così la lettera di Guido Barbazza, presidente del Municipio di Genova Ponente eletto in quota Marco Bucci, pubblicata dal Secolo XIX.

Un testo che riapre la mai sopita polemica sull’utilizzo del litorale ponentino genovese (Pra’-Voltri) per scopi logistico-portuali. “Così facendo – scrive Barbazza, già dirigente Wartsila – si compromette fin da subito il dialogo e la collaborazione, inducendo i cittadini e il Municipio a porsi in una posizione di diffidenza e contrarietà, e facendo riaffiorare alla memoria le dolorose esperienze del passato. Nel caso del Porto di Pra’ (che, a fronte della sparizione di una delle più belle spiagge della Liguria, ha visto i residenti sopportare 40+ anni di discarica, lavori, inquinamento, deprezzamento degli immobili, etc. e solo alla fine ricevere opere di mitigazione e compensazione, peraltro ancora né completate, né sufficienti), memorabili furono gli slogan truffaldini “vi costruiremo un porto meraviglioso” e “si creeranno 5.000 posti di lavoro per i praesi”. È singolare che qualcuno possa immaginare di poter ripetere, con le stesse, se non peggiori, modalità, gli scempi degli anni ’70/’80”.

Una presa di posizione “da privato cittadino”, come si legge in calcio alla lettera. Ma che suona come un chiaro avvertimento all’Autorità di sistema portuale e al Comune.