Porti e Infrastrutture

Giampieri e Sommariva: no al contratto a intermittenza nei porti

Il presidente di Assoporti: “Troveremo una soluzione che soddisfi tutti”. Rixi propone un ente che coordini le Authority portuali. Piacenza annuncia: ad aprile il primo cassone della diga

Genova – Secca chiusura da parte del presidente di Assoporti, Rodolfo Giampieri, e del presidente dell’Adsp della Spezia, Mario Sommariva, alla provocazione di Uniport, che ha proposto l’introduzione del contratto a intermittenza nei porti. “Non si possono creare situazioni a svantaggio dei lavoratori. La competitività italiana non può essere a svantaggio dei lavoratori. Probabilmente la proposta di Uniport serve per risolvere alcune situazioni contingenti, uno in particolare” – ha detto Giampieri durante il Forum dello Shipping organizzato a Genova dal Secolo XIX, riferendosi a Gioia Tauro, senza menzionarlo.

“I lavoratori sono il sangue dei porti, come di tutte le aziende, e non devono essere penalizzati ha aggiunto – E’ già stato messo in moto un meccanismo di sicurezza. Siamo persone intelligenti, troveremo una soluzione che soddisfi tutti”.

Più duro il commento di Sommariva. “Non si può introdurre nel contratto collettivo una norma fuorilegge. È inaccettabile – ha commentato – Sappiamo che periodicamente qualcuno cerca di scardinare l’equilibrio trovato venti anni fa. Io dico che è sconsigliabile toccare l’equilibrio sociale. Qui si va a sbattere”.

RIXI E IL SOGGETTO CENTRALE PER COORDINARE LE AUTORITA’

Al convegno organizzato dal Secolo XIX, il viceministro ai Trasporti, Edoardo Rixi, ha esposto uno dei cardini della nuova legge di riforma dei porti che il governo sta elaborando. “Serve un coordinamento nazionale, una visione di sistema – ha detto – Altrimenti ci ritroveremo con altre banchine e infrastrutture inutili. Il soggetto centrale che abbiamo in mente dovrà essere in grado di coordinare la portualità e anche acquisire infrastrutture all’estero. A livello locale pensiamo invece ad Autorità che si coordino con il centro, ma che siano strettamente legate al territorio”. L’obiettivo sarebbe una una maggiore integrazione pubblico-privato per “canalizzare gli investimenti privati pensando al bene pubblico”.

Secondo Mario Sommariva una struttura centrale andrebbe bene, ma a patto che sia l’unica a fare i controlli sulle autorità portuali.
Per Sergio Prete, presidente del porto di Taranto, “si sta guardando a un organo centrale e insieme alla localizzazione dei porti. Serve una mediazione tra quanto sarà delegato all’ente centrale e quanto alle singole Autorità di sistema, che difficilmente potranno diventare delle Spa, se poi sopra hanno appunto un ente centrale che ne stabilisce le iniziative”.

Secondo Francesco Munari, professore all’Università di Genova, “il rischio dell’organo centrale è quello di creare un ulteriore livello organizzativo. Attenzione quindi alla fretta nel raggiungere questo obiettivo: ci sarà bisogno di professionalità da trasferire dalle Authority al livello centrale”.

AD APRILE IL PRIMO CASSONE DELLA DIGA, A FINE 2024 IL PIANO REGOLATORE PORTUALE
Paolo Piacenza, commissario dell’Autorità di sistema portuale di Genova e Savona: “Ieri sono iniziati gli sversamenti a Vado per il pennello di protezione per la fabbrica dei cassoni. Il primo cassone della Diga di Genova sarà posizionato ad aprile. Andiamo avanti anche rispetto a possibili modifiche del progetto, come ha detto il commissario Bucci.
Riguardo al nuovo Piano regolatore portuale, Piacenza ha fissato una scadenza: “A primavera dell’anno prossimo vogliamo sottoporre il Piano alla Valutazione d’impatto ambientale, per arrivare all’approvazione alla fine del 2024”.