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Giorgia Meloni “spinge” Matteo Salvini verso il ministero dei Trasporti

Giovedì si insedieranno le Camere, fra il 17 e il 18 ottobre si costituiranno i gruppi, quindi al Colle potranno cominciare le consultazioni

Roma – Matteo Salvini, secondo fonti politiche, sarebbe vicino alla nomina di ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, posizione dalla quale si occuperebbe indirettamente di immigrazione perché il MIT è responsabile anche della tutela dei porti. 

“E’ una soluzione gradita anche a Giorgia Meloni”, spiegano le fonti contattate da ShipMag. Soluzione, oltretutto, favorita dalla scelta di Fratelli d’Italia di prendere pubblicamente le distanze dall’ipotesi di affidare i Trasporti al genovese Edoardo Rixi, ‘accusato’ di essere troppo vicino alle istanze liguri ed estraneo alla portualità del Mezzogiorno.

Intanto, giovedì si insedieranno le Camere, fra il 17 e il 18 ottobre si costituiranno i gruppi, quindi al Colle potranno cominciare le consultazioni e il presidente della Repubblica potrà dare l’incarico per formare un governo, eventualmente anche durante la missione di Mario Draghi a Bruxelles, come suggerisce l’agenzia Ansa. Ma solo dopo per il Consiglio europeo il suo successore potrà giurare.

Giorgia Meloni è convinta di farsi trovare pronta con la lista dei ministri, con l’obiettivo di chiudere entro lunedì 24 ottobre. “Se e quando il presidente della Repubblica dovesse affidarci l’incarico, puntiamo a essere pronti e il più veloci possibile, anche nella formazione del Governo – ha ribadito ieri la leader di Fratelli d’Italia -. Lavoreremo per procedere spediti partendo dalle urgenze dell’Italia, come il caro bollette, l’approvvigionamento energetico e la legge di bilancio. Perché il nostro obiettivo è correre, perché non possiamo e non vogliamo perdere tempo”.

Sul “piano metodologico” si è soffermato anche Silvio Berlusconi in un’intervista al Giornale puntualizzando che “non esistono, non possono esistere, fra partiti alleati, veti o pregiudiziali verso qualcuno. Se questo accadesse, ma non è il caso nostro, non lo potremmo mai accettare”. Inoltre, ripete il Cavaliere, “non procederemo con il ‘manuale Cencelli’ in uso nella Prima Repubblica per spartire i posti di governo secondo i pesi delle singole forze politiche, ma utilizzeremo come primo criterio di scelta l’efficienza, la concretezza, la capacità di lavoro dimostrata nel tempo da ciascun candidato”. Per attuare la linea sarà comunque necessario passare per il vertice in programma nei prossimi giorni.