Shipping e Logistica

Giromini: “Così ‘Dario Perioli’ vuole allungare la rotta del vetro”

L’armatore (opera con 5 navi), terminalista, spedizioniere, agente marittimo e broker spezzino vuole allargare l’odierno raggio d’azione da Algeria e Tunisia alla Turchia. Lo scorso anno, esclusa Algeri, un fatturato di 30 milioni. I piani dell’ad per il terminal di Marina di Carrara e la crescita

La Spezia – C’è anche una linea marittima che trasporta vetro dall’Algeria all’Italia nelle attività della “Dario Perioli” della Spezia. E il prossimo progetto del gruppo di è allungare la rotta per portarlo fino in Francia e Spagna. Più di cento anni di vita, due soci quasi “storici” presenti da trent’anni (i fratelli Fontana, con la Sarfin, e la famiglia Bisà, con la Finanziara GB) e uno più recente, l’amministratore delegato, Michele Giromini, il gruppo spazia dall’armamento alla spedizione, dall’agenzia marittima al terminalismo, con la compagnia di navigazione genovese Sahel, il 49% della compagnia di navigazione algerina Cnan Med e il terminal Mdc nel porto di Marina di Carrara. E punta a crescere ancora, nei servizi e nelle rotte.
Giromini, 56 anni, entrato nella compagine azionaria del Dario Perioli group nel 2017, dopo vent’anni in Contship passati fra Cagliari, Tangeri, Milano e La Spezia a occuparsi di logistica e contenitori, racconta i progetti in corso che al primo posto mettono lo sviluppo del trasporto marittimo, allargando il raggio dai paesi serviti abitualmente, l’Algeria con Cnan e la Tunisia con Sahel, anche ad altre realtà nel Mediterraneo, a partire dalla Turchia.


La “linea del vetro” con l’Algeria come funziona?
“Una società algerina, Mfg (Mediterranean float glass), ha iniziato da alcuni anni a produrre vetro da esportare. Lastre che viaggiano su navi convenzionali e hanno destinazione Italia, Francia e Spagna e sono utilizzate principalmente per il settore edilizio (porte e finestre), e in misura minore per quello delle auto. Come gruppo Dario Perioli, con Cnan Med abbiamo iniziato a fornire il trasporto marittimo per questo traffico, diretto principalmente al porto di Manfredonia, poco utilizzato per le rotte tradizionali ma con magazzini dedicati. Abbiamo viaggi regolari, che lo diventeranno sempre di più, e stiamo preparando un progetto per servire e trasportare anche su Spagna e Francia, sempre con le nostre navi sia i prodotti dell’import dell’Algeria sia quelli in export. L’Algeria è tendenzialmente un paese importatore, ma esporta gas, e materie prime, ad esempio. C’è uno scambio commerciale con l’Italia che pensiamo crescerà ancora nei prossimi anni, anche alla luce degli ottimi rapporti politici fra i due Paesi, del piano Mattei”.
Cosa prevedono i piani di crescita?
“Oggi facciamo un paio di viaggi al mese, la nostra nave va in Algeria, risale verso Manfredonia e poi verso i nostri porti, tendenzialmente Marina di Carrara, La Spezia, Genova per rifare, infine, la rotazione verso gli scali algerini. Ci prepariamo ad allargarci a Francia e Spagna. Stiamo lavorando per capire le quantità, i traffici, le cadenze: dobbiamo costruire tutto il percorso operativo e i contatti. Un mercato esiste già, ma a oggi viene fatto su base spot, dovrebbe invece diventare un mercato regolare, fatto da nostre navi che in questo modo avrebbero un’attività sia a salire che a scendere. Oggi abbiamo due grosse destinazioni, il porto di Algeri con un servizio contenitori, e il vetro, poi i porti di Skikda e Bejaja”.
Il gruppo ha una storia di oltre cento anni. Come è cambiato?
“Dario Perioli è nata come società attiva nell’importazione e commercio di carboni fossili, poi nel 1992, la società è diventata la struttura portante di un gruppo di aziende con attività collegate e complementari, leader nei rispettivi settori, operanti nei porti della Spezia e di Genova. Negli ultimi anni il gruppo Dario Perioli è cresciuto attraverso grosse operazioni: l’acquisizione della quota di Cnan nel 2008, poi quella di Sahel lines, compagnia di navigazione italiana che svolge servizio verso la Tunisia. Infine l’ultima tappa, importante per chiudere il ciclo della nostra catena logistica, per diventare un operatore logistico a 360 gradi, è stata l’acquisizione della concessione del terminal portuale di Marina di Carrara. Quindi ora siamo di fatto terminalisti, linea di navigazione, operatori logistici, casa di spedizione, agenzia marittima, spedizioniere doganale e broker marittimo”.
Come è iniziato l’anno per la vostra attività?
“Sia il 2022 che il 2023 sono andati davvero molto bene, dopo il periodo Covid che aveva ridotto un po’ l’attività di tutti. Abbiamo raggiunto anche risultati record e molto positivi, sia come Dario Perioli che come terminal e anche il 2024 è partito molto bene, a parte una piccolissima flessione nei primi due mesi. Da marzo siamo ripartiti e stiamo lavorando molto. Vogliamo crescere, stiamo facendo nuove attività. Questa è un’azienda che è cambiata parecchio negli ultimi anni, ha investito molto sui giovani, sulle risorse umane. Crediamo nella forza delle persone: è quello che fa la differenza”.
Qualche numero?
“Come occupati siamo un centinaio. Il fatturato di gruppo nel 2023 è stato di 30 milioni di euro, esclusa l’Algeria”.
Altri progetti oltre all’ampliamento delle rotte del vetro?
“La prima cosa che stiamo facendo è cercare di ampliare i servizi che fanno parte della nostra attività principale. Tutto quello che può essere aggiunto alla nostra fornitura di servizi, stiamo cercando di farlo. Quindi le due aree su cui ci stiamo concentrando sono la parte di trasporto marittimo e quella di gestione e manutenzione dei contenitori”.
Sul trasporto marittimo a cosa puntate?
“Vogliano muoverci al di là delle nostre nicchie tradizionali che sono fondamentalmente Algeria e Tunisia, per allargare l’attività a tutto il Mediterraneo. E’ quello su cui stiamo investendo risorse e tempo”.
Su quale Paese in particolare?
“Sicuramente la Turchia, ma vogliamo porci come operatore marittimo per i traffici tramp, i traffici spot che sono presenti sul Mediterraneo. L’idea è sviluppare tutto il trasporto marittimo. Non soltanto sulle nostre rotte tradizionali, quelle che conosciamo bene e su cui ci muoviamo con dimestichezza, ma andare anche su aree che a oggi non facciamo e non abbiamo fatto, sempre nel bacino Mediterraneo. Abbiamo una flotta di 5 navi, tre di proprietà di Cnan Med e due del nostro socio algerino, ma che abbiamo in gestione noi. In tutto tre full container e due break bulk container fitted che possono portare sia merce varia che container”.