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Gli abitanti di Rotterdam contro il mega-yacht di Bezos: “Per farlo passare vogliono abbattere un ponte”

 Il ponte Koningshaven, chiamato affettuosamente dalla gente del posto De Hef, è stato smantellato prima e, soprattutto, bombardato dai nazisti durante la Seconda guerra mondiale

Rotterdam – Nei mesi scorsi si è diffusa la voce che Oceanco, costruttore navale con sede nei Paesi Bassi incaricato della costruzione del megayacht a vela da 500 milioni di dollari di Jeff Bezos, aveva ottenuto il permesso di smantellare temporaneamente lo storico ponte Koningshaven a Rotterdam per “questioni logistiche”.

Il cantiere – come ricordano i media locali – si trova ad Alblasserdam, vicino a Rotterdam: Y721 o Project 721, come è chiamata l’imbarcazione di Bezos, per potere effettuare le prove in mare, deve necessariamente attraversare i canali della città.

Il problema è che l’Y721 ha alberi da 70 metri ma il ponte offre solo 40 metri di spazio libero. Il ponte Koningshaven, chiamato affettuosamente dalla gente del posto De Hef, è stato smantellato prima e, soprattutto, bombardato dai nazisti durante la Seconda guerra mondiale. Dopo essere stato ricostruito, è diventato un punto di riferimento e un simbolo per la città, e qualsiasi tentativo di ‘toccarlo’ è destinato a incontrare animosità. Anche se si tratta di scelte temporanee.

È esattamente quello che è successo quando si è diffusa la voce che Oceanco voleva smantellarlo per fare un favore al re di Amazon, il miliardario Bezos. Con l’aumentare delle polemiche, le autorità cittadine hanno dichiarato che non era stata nemmeno presentata una richiesta, suggerendo che si trattava della classica “tempesta in un bicchier d’acqua”.


Il Financial Times non ha creduto alla versione dell’amministrazione cittadina e ha contattato diverse nel Comune e fra i residenti di Rotterdam e, a sorpresa, ha scoperto che una trattativa è effettivamente “in corso”. Oceanco ha chiesto alla città il permesso di demolire il ponte per far passare l’imponente veliero e poi rimontarlo, anticipando che il piano di riserva, nel caso in cui il permesso non fosse concesso, è quello di fare transitare lo scafo sotto il ponte per poi assemblare gli alberi in un secondo momento.

Oceano non ha reso noto perché questa opzione non è il piano A, osserva il Financial Times, ma la scelta potrebbe avere a che fare con gli extra-costi dovuti all’operazione. Smantellate e rimontare il ponte comporterebbe un costo aggiuntivo di soli 100.000 euro.
Qualunque sia la ragione, la città deve prendere una decisione rapidamente, perché Y721 inizierà le prove in mare ad agosto. La situazione ha causato tensioni tra i residenti e la classe politica, e lo stesso FT che ha messo in evidenza il dibattito sulla “disuguaglianza globale e il potere dei miliardari tecnologici”. Il semplice fatto che questa gigantesca imbarcazione sia stata commissionata dal secondo uomo più ricco del mondo sta accendendo gli animi e si discute se il denaro possa – o debba – prevalere sulla storia e sull’orgoglio nazionale.

Il problema, tuttavia, come ricorda il Financial Times, non è tanto Bezos contro The Bridge, quanto Oceanco contro The Bridge. Due fonti vicine alla situazione affermano che è il costruttore navale che dovrebbe assumersi la maggior parte degli oneri: il cantiere potrebbe avere fatto affidamento su un tacito accordo con la città e, per questo, non avrebbe seguito il normale iter burocratico.

YACHT DA SOGNO
l mega-yacht è lungo 127 metri ed è ispirato a un’altra barca costruita da Oceanco, la splendida Black Pearl, che si vanta di essere il più grande al mondo nel suo genere, oltre che il più verde. L’Y721 non ha ancora un nome (la scelta naturalmente spetterà a Bezos), ma ha un costo dichiarato di 500 milioni di dollari.