Energia e Ambiente

“Global net zero emission”, l’Italia può diventare protagonista attraverso il porto di Trieste

Lo spiega Raffaele Boldracchi, ex manager della Banca Mondiale

Berlino – I porti italiani possono avere un ruolo “strategico” nel raggiungimento del “Global net zero emission”, l’obbiettivo che richiederà considerevoli quantità di idrogeno verde (Gh2): 500-600 milioni di tonnellate equivalenti entro il 2030 con la Ue che, con il suo REPowerEU Plan, si è impegnata ad importare fino a dieci milioni di tonnellate annue di Gh2 sempre sino alla fine di questo decennio.

E’ quanto emerge dall’analisi di Raffaele Boldracchi, ex manager di Ifc (Banca mondiale) e Bers (Banca
europea per la ricostruzione e lo sviluppo) intervistato dall’Ansa. A livello italiano, ha ricordato il consulente, solo il porto di Trieste dovrebbe trasformarsi in un terminale chiave nella ‘Green Corridor’, una pipeline pianificata per trasportare GH2 dal Marocco all’Europa a partire dal 2030.