Lavoro

Grecia, marittimi in sciopero: “Gli armatori vogliono schiavi, non persone”

Atene – Uno sciopero nazionale di 24 ore, il 26 novembre prossimo, è stato proclamato da quattro sindacati marittimi greci: la Panhellenic Association of Merchant Marine Engineers (PEMEN), la Panhellenic Association of Junior Engine Crews EN. (STEFENSON), la Panhellenic Professional Association of Cooks EN (PEEMAGEN) e la Panhellenic Association of Electricians-Electronics EN (PENIHEN). 

Le richieste dei sindacati sono molteplici: il rinnovo contrattuale con aumenti salariali e assicurazione obbligatoria per tutti i marittimi di qualsiasi paese; la difesa dei diritti sindacali; la riduzione dell’orario di lavoro e il contestuale adeguamento delle composizioni organiche degli equipaggi; la protezione dei disoccupati con l’aumento dell’indennità di disoccupazione a 600 euro per l’intesa durata della disoccupazione; l’assistenza medica completa e gratuita per i disoccupati e le loro famiglie, senza termini e condizioni; misure immediate per il rimpatrio di migliaia di marittimi; il reclutamento di massa immediato di personale sanitario a tutela della salute dei marittimi; la cancellazione dei debiti di tutte le famiglie lavoratrici.

“Condanniamo la violenza e l’autoritarismo che il governo sta cercando di imporre, come l’attacco delle forze repressive ai sindacati e ai manifestanti il ​​17 novembre scorso. Abbiamo una voce sotto le mascherine e chiediamo che venga ascoltata: nessun passo indietro rispetto ai nostri diritti”.

“La repressione e il divieto di azione sindacale vanno di pari passo con l’aumento dello sfruttamento dei lavoratori, al fine di rafforzare la competitività e la redditività del capitale. Il governo sta adottando leggi antipopolari, come dimostra l’annuncio della giornata lavorativa di 10 ore invece delle 8 ore tradizionali, senza retribuzione per le due ore aggiuntive di lavoro obbligatorio”. 

“I marittimi rischiano di soccombere sotto la volontà degli armatori, che intendono privarci della previdenza sociale e dei diritti sindacali”, sottolineano i sindacati. “Con la legge anti-lavoro 4714/2020, il governo, su ordine degli armatori, abolisce il contratto collettivo di contrattazione sulle navi e interviene provocatoriamente nel funzionamento dei sindacati marittimi”.

Secondo i sindacati greci, “i licenziamenti sulle navi passeggeri sono massicci, con la maggior parte dei marittimi che ha lavorato ininterrottamente per mesi. Il sussidio di inoccupazione è stato concesso da maggio, ma complessivamente i disoccupati sono privi di una copertura sostanziale del loro fabbisogno”.