Analisi Logistica

Grido d’allarme di Ecg (Associazione europea di logistica dei veicoli): “Chi trasporterà le nuove auto? Mancano navi, camion e treni”

La domanda che pongono è volutamente provocatoria: “Chi consegnerà la vostra prossima auto?”. A porla in una riunione nei giorni scorsi a Bruxelles è il consiglio direttivo di Ecg, l’Associazione europea della logistica dei veicoli, ossia delle 140 imprese che forniscono trasporto, distribuzione, stoccaggio delle auto e dei camion nuovi che escono dagli stabilimenti europei nei Paesi di destinazione finali. I membri possiedono o operano più di 360 navi per trasporto auto, 15.100 vagoni ferroviari costruiti appositamente, 22 chiatte fluviali e più di 23.000 bisarche. Hanno un fatturato aggregato di 21,3 miliardi di euro e occupano 93 mila addetti diretti e altri 224.000 indiretti.
“Negli ultimi tre anni – spiega Ecg – i fornitori non hanno investito in nuovi asset visti i volumi bassi e imprevedibili, la mancanza di previsioni affidabili o di qualsiasi impegno per volumi minimi, la carenza di autisti e materiali, i costi alle stelle e molto altro ancora”.
Il settore è ora messo a dura prova proprio quando si prevede che i volumi dei nuovi veicoli cominceranno a risalire dopo la pandemia e c’è bisogno di capacità di carico. Ossia servono navi, camion e treni. Qui, però, nascono i problemi. Durante l’incontro di Bruxelles, il direttore esecutivo dell’Ecg, Mike Sturgeon, ha analizzato le questioni che interessano il settore nelle varie modalità di trasporto. Per quanto riguarda il trasporto su strada, si stima che la capacità dei camion sia diminuita di 1/3 rispetto ai tempi pre-Covid. I camion più vecchi sono stati rottamati e gli autisti hanno abbandonato il settore della logistica dei veicoli per svolgere altri lavori o per lavorare in altri settori del trasporto su strada. L’inefficienza – sostiene Ecg – è ulteriormente aggravata dal fatto che i produttori di automobili si rivolgano al cosiddetto “spot market”. “Non possiamo gestire l’attività sul mercato spot. Dobbiamo far funzionare di nuovo l’attività contrattuale”, ha dichiarato il presidente di Ecg, Wolfgang Göbel.
Anche nel trasporto marittimo, le navi più vecchie sono state rottamate, mentre altre sono state date in noleggio in Asia dove invece la domanda è alle stelle. Si stima che la crescita dei veicoli costruiti in Cina e venduti in Europa raddoppierà entro il 2025 rispetto al 2022. Se si ordina oggi una nuova nave, questa sarà consegnata solo tra 4 o 5 anni. Inoltre, la congestione dei porti e la carenza di forza lavoro aggravano ulteriormente la situazione anche in questo settore. Insomma i cinesi si sono assicurati buona parte delle navi che prima operavano per i costruttori europei e le usano proprio per “invadere” il Vecchio Continente, Usa, Canada e Sud America.
Il trasporto ferroviario sta soffrendo enormemente per la mancanza di investimenti a lungo termine nelle infrastrutture e per i conseguenti lavori di manutenzione. Inoltre, gli operatori di locomotive preferiscono lavorare per attività più stabili e prevedibili rispetto alla logistica dei veicoli. Questi e altri fattori hanno creato una carenza di capacità ferroviaria di circa il 35-40% secondo alcune stime, almeno nel mercato tedesco, dove l’impatto sulla rete ferroviaria è cronico a causa di lavori di ingegneria e del recente decreto che dà priorità all’energia come carico rispetto a qualsiasi altra cosa.
Risultato: “C’è il rischio concreto che non ci sarà capacità per trasportare i veicoli – ha detto Sturgeon – “E la situazione peggiorerà prima di migliorare”. Ecg chiede partnership più forti nel settore. Cosa significa? “Impegno a rispettare volumi minimi e compensazioni, contratti senza scadenza, migliori previsioni dei volumi di produzioni, compensazioni per gli aumenti dei costi e un dialogo più intenso tra l’industria automobilistica e i suoi fornitori”. Sapendo comunque che ci vorranno alcuni anni per ripristinare e ricostruire la capacità di carico perduta.