Porti Traghetti

Grimaldi, Gnv e Moby in lizza per la nuova Darsena Traghetti di Civitavecchia: ma pesa la sentenza del Consiglio di Stato

Nel bando di gara si attribuiva un punteggio all’utilizzo dei servizi di Port Mobility cassati dal Cds

Civitavecchia – Sono tre le offerte pervenute all’Autorità di Sistema Portuale di Civitavecchia per la gestione della nuova Darsena Traghetti appena realizzata. Dal verbale della seduta di apertura delle buste contenenti le offerte risulta che i contendenti sono: la Logiport del gruppo Grimaldi, la Grandi Navi Veloci del gruppo Msc e la Livorno Terminal Marittimo di Moby, destinata a legarsi saldamente al gruppo ginevrino con il piano concordatario da poco omologato. Tutto sommato scontata la partecipazione dei tre principali gruppi operanti nel settore dei traghetti, ha destato qualche sorpresa il fatto che nessun altro soggetto abbia partecipato alla gara per la concessione quadriennale delle quattro banchine e dei relativi 68mila mq di piazzali. Sembrerebbe tramontata, a leggere il verbale, l’ipotesi che gli operatori in campo potessero optare per una gestione congiunta del terminal.
Sulla vicenda, però, pesa la sentenza del Consiglio di Stato che ha dichiarato la nullità di alcuni atti dell’Adsp, presieduta da Pino Musolino, e diretti a regolare il “navettamento” dei crocieristi all’interno e fuori del porto fino alla stazione ferroviaria di Civitavecchia centrale “per difetto assoluto di competenza”. L’AdSP, entro tre mesi, dovrà mettere a gara il servizio contestato in quanto “sono illegittimi i provvedimenti con cui l’Autorità, nonostante la dismissione della sua quota societaria, ha negli anni disposto o autorizzato la prosecuzione del rapporto concessorio del 26 maggio 2005 affidamento a Port Mobility avente a oggetto la concessione in esclusiva del servizio di gestione dei parcheggi e di mobilità in ambito portuale, ivi compresi i provvedimenti da ultimo impugnati, dei quali è stata già accertata la nullità per difetto assoluto di competenza”.
Peccato che nella formulazione dei criteri di comparazione previsti dalla gara (articolo 12 del disciplinare) si faccia esplicito riferimento, per avere un migliore punteggio, proprio all’utilizzo di Port Mobility cassato dalla Corte dei Conti. Come uscirne? Secondo alcuni osservatori di cose portuali, una soluzione potrebbe essere la sospensione in autotutela della gara da parte di Musolino. Per poi riproporla alla luce della sentenza della settima sezione del Consiglio di Stato che ha respinto il ricorso dell’Adsp di Civitavecchia contro Medov per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza) 9346/2019.