Cargo Green&Tech

Gruppo d’Amico: biofuel, al via i test su 2 navi cisterna

Milano – Entra nel vivo il “joint industry project” (JIP) del gruppo d’Amico per testare i biocarburanti sulle navi. Avviato in joint con player del calibro di Trafigura, ABS, RINA, Fuel Oil Bunker Analysis Advisory Service (FOBAS) di Lloyd’s Register, Registro Liberiano e Man Energy Solutions – il progetto industriale, partito in fase preliminare a marzo, si concluderà a metà luglio.

L’obiettivo, in poco più di un mese, sarà quello di calcolare la possibile riduzione delle emissioni di CO2 attraverso una “strategia di ciclo di vita”, utilizzando la cosiddetta analisi well-to-wheel (WTW), dall’acquisizione della materia prima alla sua combustione durante la navigazione, per confrontare le prestazioni dei biocarburanti e quelle dei tradizionali combustibili fossili.

Il test servirà anche a valutare la stabilità e la degradazione del biocarburante in relazione al tempo di stoccaggio e alle emissioni di NOx per confermare che l’uso del biocarburante B30 non influisce sulla certificazione Tier II dei motori, oltre a misurare gli effetti e i miglioramenti sugli indici adottati dall’IMO come misure di abbattimento delle emissioni a breve termine: EEXI (Energy Efficiency Existing Ship Index), per misurare l’efficienza energetica delle navi esisteniti, e CII (Carbon Intensity Indicator), per indicare i requisiti necessari a ridurre l’intensità di carbonio del carburante.

I test saranno effettuati sulle navi “Eco” LR1 (Long Range1) di d’Amico, Cielo Bianco (nella foto) e Cielo di Rotterdam già conformi alla fase 2 dell’EEDI (Energy Efficiency Design Index) indice di riferimento dell’IMO.

“Questo progetto è stato deciso nella ‘Carbon War Room’, istituita nel dipartimento di gestione della flotta al fine di sfruttare, studiare e individuare tutte le opzioni per la decarbonizzazione nel trasporto marittimo. Questa ‘Carbon War Room’ è stata creata con la collaborazione dei manager di diversi dipartimenti: tecnico, HSQE, Fleet Performance Monitoring, il dipartimento che di occupa della supervisione delle nuove costruzioni, allo scopo di raccogliere idee e proposte che coinvolgano gli OEM (costruttori di motori) e gli enti normativi nella strategia aziendale.”, ha spiegato Salvatore d’Amico, fleet director di d’Amico Group

Per i test, il carburante alternativo a basso contenuto di carbonio di seconda generazione (conforme alla direttiva UE sulle energie rinnovabili (Red I/II) e certificato ISSC) sarà fornito da TFG Marine, azienda leader nel servizio di bunkeraggio nella regione Amsterdam-Rotterdam-Anversa (ARA).

“Abbiamo deciso di fare questo passo nella direzione comune di ridurre le emissioni di CO2 valutando i biocarburanti come potenziali combustibili del futuro a bassa emissione ed il loro effetto sulle misure a breve termine adottate dall’IMO. Questo progetto, confermando la fattibilità dal punto di vista tecnico e della sicurezza dell’utilizzo di miscele di biocarburante come soluzione “drop in”, dimostrerà che siamo in possesso di un’opzione pratica e fattibile per la decarbonizzazione, che potrà essere gestita agevolmente dall’equipaggio, senza alterare sostanzialmente le emissioni di NOx e senza modifiche impiantistiche a bordo”, ha sottolineato Cesare D’Api, deputy technical director di d’Amico Group.

Come detto, la fase preliminare del progetto ha avuto inizio a marzo 2021, quando sono stati resi noti i dettagli sulla natura e la composizione delle miscele di biocarburante, con la definizione dei protocolli relativi ai test del carburante, alle ispezioni, alla misurazione delle emissioni di NOx e ai test in mare. È stato inoltre necessario preparare l’analisi dei rischi, il “management of change”, adattare le procedure di swap e sviluppare un programma coerente di formazione
degli equipaggi.

La seconda fase, che prevede i test a bordo delle navi, è programmata per metà giugno 2021, in conformità con le rotte commerciali pianificate delle navi. Questa fase inizierà non appena il bunkeraggio sarà completato e tutti i protocolli saranno stati definiti e approvati dall’OEM e dalle società di classificazione coinvolte. La fase di test monitorerà il comportamento del motore principale, dei generatori diesel e delle caldaie nella combustione della miscela di biocarburante, per valutare il funzionamento, le prestazioni e la capacità di stoccaggio del carburante. Verranno inoltre misurate le emissioni di NOx.

La fase successiva ai test prevede l’elaborazione e l’analisi delle emissioni rilevate, con particolare attenzione a CO2 e NOx e ai loro effetti sugli indici EEXI e CII, secondo le linee guida esistenti. La conclusione del progetto è prevista per metà luglio 2021.

Le reazioni

Giosuè Vezzuto, EVP Marine di RINA Services: “Comprendiamo la necessità di soluzioni che conducano a risultati immediati nella riduzione delle emissioni di CO2. Questo test è la prova che il settore, nel suo complesso, si impegna ad agire e a rendere immediatamente effettiva questa transizione, mentre si lavora su carburanti a zero emissioni di carbonio. I biocarburanti potrebbero essere una delle soluzioni per aggiornare la flotta esistente da qui al 2030.”

Thomas Klenum, senior vice president, Maritime Operations di LISCR: ha commentato: “Con i futuri requisiti EEXI e CII, che dovrebbero essere adottati dall’IMO con entrata in vigore il 1° gennaio 2023, il biocarburante è una delle soluzioni più valide disponibili. Pertanto, il Registro Liberiano è molto lieto di partecipare insieme a d’Amico e agli altri rinomati partner in questo JIP per testare le miscele di biocarburanti di seconda generazione nella nostra ricerca comune verso una navigazione a zero emissioni. La collaborazione internazionale tra stakeholder di prima qualità è la chiave per sfruttare al meglio il potenziale della decarbonizzazione per le nuove tecnologie e i combustibili alternativi, e questo JIP avviato da d’Amico ne è un’ottima dimostrazione.”

Jamie Torrance, head of distillate & Fuel Oil Trading di Trafigura: “In qualità di una tra le principali società di commercio di materie prime e logistica al mondo, ci impegniamo a ridurre le emissioni di carbonio nel trasporto via mare, investendo inoltre nello sviluppo e nella fornitura di combustibili di transizione come i biocarburanti. TFG Marine, la joint venture di Trafigura, Frontline e Golden Ocean per la fornitura di carburante per navi, sta già dimostrando con ottimi risultati l’uso sicuro ed efficace dei biocarburanti nella regione Amsterdam-Rotterdam-Anversa
(ARA), attraverso test in mare e test di laboratorio, e avrà un ruolo attivo in questo progetto comune per testare la miscela di biocarburante B30 derivata da materie prime avanzate di seconda generazione.”

Kjeld Aabo, director new technology 2 stroke promotion di MAN Energy Solutions, “Fondamentalmente i motori a 2 tempi MAN-B&W sono progettati per poter funzionare anche con i biocarburanti. A bordo vengono seguite specifiche per biocarburanti e linee guida separate per il trattamento del carburante, in modo da agevolare il più possibile la transizione da VLSFO a VLSFU e B30.”

Naeem Javaid, global operations manager – FOBAS di Lloyd’s Register, “Siamo grati di far parte dei test nel Joint Industry Project (JIP) organizzato da d’Amico Group. Siamo entusiasti di far parte di questo progetto e non vediamo l’ora di collaborare con d’Amico per ridurre l’impronta di carbonio nelle operazioni grazie all’utilizzo dei biocarburanti. I biocarburanti sono combustibili drop-in, che non richiedono modifiche a sistemi e attrezzature, il che li rende una potenziale opzione come combustibili di transizione a supporto della decarbonizzazione nel settore marittimo.”