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Guerra in Ucraina, il porto di Rotterdam cala nel primo semestre dell’anno

Battuta d’arresto per i volumi di container: registrata infatti una flessione del 4,4%

Rotterdam – La guerra in Ucraina, secondo gli analisti, è stata una ragioni principali che hanno segnato i traffici del primo semestre dell’anno nel porto di Rotterdam dove è stato registrato un calo del 4,4% dei volumi di container. Complessivamente il principale porto europeo ha movimentato 7,27 milioni di TEU da gennaio a giugno. E secondo l’Authority tra i problemi che hanno frenato anche i disagi sulla catena logistica dei container: “Senza dubbio due anni fa, la pandemia ha portato cambiamenti epocali nei modelli di consumo. Le navi portacontainer non erano più in grado di rispettare i loro orari di navigazione, con conseguenti interruzioni nel pre e post-trasporto. Per recuperare tempo, le grandi navi così spesso hanno annullato alcuni scali nei loro itinerari caricando e scaricando più container con conseguenti picchi di attività nei terminal, già molto trafficati. Come risultato le compagnie di navigazione attualmente utilizzano porti più piccoli per il trasbordo con più frequenza rispetto ai grandi porti come Rotterdam”, spiegano dall’Autorità Portuale.

In generale però il porto olandese ha movimentato 233,5 milioni di tonnellate di merci complessive, con un leggero aumento dello 0,8% rispetto alla prima metà del 2021. Inoltre, l’Autorità del porto di Rotterdam ha annunciato che le sue entrate nella prima metà del 2022 sono aumentate di circa 25 milioni di dollari rispetto alla prima metà del 2021 raggiungendo circa 414,5 milioni di dollari, mentre le spese operative sono diminuite del 2,4% scendendo a 125 milioni di dollari.