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Crisi del Mar Rosso, i porti italiani fra i più colpiti: il report Morningstar Dbrs

Finora, il numero di navi nel porto di Genova è diminuito di circa il 40% nelle ultime settimane

Genova – “Le sfavorevoli condizioni meteorologiche invernali nel Nord Europa e l’attuale crisi del Mar Rosso avranno un effetto negativo temporaneo sulle operazioni dei porti container in tutta Europa. Ci aspettiamo invece che la crisi del Mar Rosso abbia un impatto maggiore sui porti del Mediterraneo orientale e meridionale, con una temporanea riduzione dei volumi, mentre si prevede che i principali scali del Nord Europa subiranno un impatto limitato e potrebbero addirittura subire una fase di pressione della capacità del piazzale considerati i ritardi dovuti a viaggi più lunghi. Nel complesso, ci aspettiamo che queste pressioni si risolvano nel breve periodo, con un impatto più evidente da metà febbraio in poi, una volta che le navi reindirizzate inizieranno ad arrivare alle loro destinazioni finali”.

Lo prevede Morningstar Dbrs nel suo ultimo report, disponibile a questo indirizzo. “Con circa il 40% del commercio marittimo internazionale basato sulla rotta del Mar Rosso, vediamo rischi in particolare per i volumi dei porti italiani. Finora, il numero di navi nel porto di Genova è diminuito di circa il 40% nelle ultime settimane mentre il porto di Gioia Tauro è ancora intorno all’80% rispetto ai volumi di carico del 1° novembre. In Grecia, per quanto riguarda il porto del Pireo, il quinto più grande d’Europa, i volumi sono stati finora abbastanza stabili, con un impatto minimo delle interruzioni. Tuttavia, ci aspettiamo cali di traffico del 30% o più in questo porto. Continueremo a monitorare la situazione, soprattutto quando le navi provenienti dall’Asia e dal Medio Oriente inizieranno ad arrivare in Europa. Prevediamo invece che i disordini nel Mar Rosso avranno un impatto modesto sui porti del Nord, tra cui Rotterdam, che è il più grande scalo container d’Europa, e Anversa, secondo per importanza”.

“Anche i bassi livelli delle acque nel Canale di Panama causati dalla grave siccità stanno causando perturbazioni al commercio globale. Il numero totale di transiti attraverso Panama è inferiore di circa il 40% rispetto a un anno fa. Si prevede che ciò avrà un impatto anche sui porti degli Stati Uniti, con la costa orientale potenzialmente più colpita della costa occidentale”.