Crociere Lavoro

I big delle crociere strigliano gli USA: “Siamo allo stremo, rischiamo la devastazione”

Miami – L’ossigeno sta finendo, e l’intero settore “è prossimo alla devastazione”. Dopo mesi di lockdown, i big delle crociere alzano la voce. E lo fanno paventando, di fatto, la fine dell’industria “se le navi resteranno ferme ancora a lungo”.
Le compagnie di crociera “sono pronte a tornare al lavoro in sicurezza e migliaia di posti di lavoro dipendono da questa decisione”, hanno detto ai legislatori di Miami-Dade, in Florida, i leader del settore, insieme a fornitori, rivenditori e lavoratori portuali.

“L’industria delle crociere è prossima alla devastazione. La capitalizzazione di mercato delle tre società pubbliche è diminuita di quasi 50 miliardi di dollari. Abbiamo già dovuto raccogliere 20 miliardi per restare a galla”, ha detto Frank Del Rio, presidente e CEO di Norwegian Cruise Line Holdings. “Dobbiamo metterci al lavoro, Commissario. Non possiamo più attendere”, ha detto Del Rio a Rebeca Sosa, presidente del Comitato per il turismo e i porti della contea di Miami-Dade.

“Sono passati più di sei mesi. Noi come industria e società abbiamo imparato molto su come convivere al fianco del Covid”, ha aggiunto Del Rio, ricordando come NCLH e Royal Caribbean Group abbiano convocato il loro gruppo di esperti Healthy Sail congiunto più di cinque mesi fa.

“Queste sono le persone migliori in America e hanno lavorato per noi”, ha continuato, aggiungendo che la prossima settimana le aziende presenteranno i loro protocolli ai Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC). Del Rio si è detto fiducioso sul ritorno delle crociere in America, “proprio come sta facendo un piccolo ma crescente numero di compagnie in Europa”.

Il divieto di navigazione negli Stati Uniti sta “influenzando la vita di migliaia di dipendenti, delle loro famiglie e dei loro figli”, ha continuato Del Rio. “Eppure vediamo volare le compagnie aeree. Voglio che qualcuno mi dica come è possibile che il Covid-19 non si trasmetta su un aereo quando sei seduto a quattro centimetri da un’altra persona. È inconcepibile quello che è successo all’industria delle crociere. Siamo stati in silenzio per troppo tempo”.

“Siamo totalmente impegnati a lavorare al fianco del CDC”, ha detto ai commissari Arnold Donald, presidente e CEO di Carnival. “Abbiamo lavorato senza sosta per sviluppare protocolli Covid-19 basati sulla scienza per essere sicuri che l’industria delle crociere possa gestire i rischi senza alcun onere per le risorse locali”. “Vogliamo che nessuno subisca un rischio maggiore su una nave da crociera rispetto al rischio che si corre in attività simili a terra. Storicamente, abbiamo sempre avuto meno rischi, e questo è il nostro obiettivo anche in questa fase”.

“Siamo pronti a collaborare con le autorità negli Stati Uniti. Vogliamo dare un contributo significativo al sostegno degli sforzi di riavvio, sia per le persone nel nostro settore che per i numerosi settori dell’indotto che lavorano con noi”, ha ricordato Rick Sasso, presidente di MSC Crociere USA. “La nostra esperienza fino ad oggi in Europa mostra che la crociera può essere fatta in sicurezza”, rispettando i protocolli e “andando al di là degli standard richiesti”, ha affermato Sasso. “Gli ospiti si stanno godendo di nuovo le crociere e ci applaudono. I protocolli stanno funzionando”.

Michael Bayley, presidente e CEO di Royal Caribbean International, ha osservato che il settore delle crociere è vitale per l’economia della Florida, contribuendo con oltre 8,5 miliardi di spesa diretta all’anno. Inoltre, circa il 60% dell’occupazione delle compagnie di crociere con sede negli Stati Uniti è basata a Miami. “È ora che il settore crocieristico torni in servizio e noi siamo pronti“, ha riassunto Bayley. Il commissario Sosa ha ripetutamente accusato il CDC di per non aver comunicato con le compagnie di crociera e averle tenute in sospeso per mesi. “È ingiusto che non rispondano nemmeno alle richieste delle compagnie”.