Lavoro Logistica

“I dazi nuovi antidumping definitivi sui fasteners cinesi”, il 22 marzo appuntamento con l’International Trade Talk

A partire dalle 11 sul canale YouTube di Arcom Formazione, organizzatore dell’evento insieme ad Assocad, con la collaborazione di Shipmag

Milano – Il 18 febbraio 2022 è ufficialmente entrato in vigore il Regolamento di esecuzione (UE) 2022/191, con il quale la Commissione europea istituisce, a oltre cinque anni di distanza dall’abrogazione della medesima misura, un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di elementi di fissaggio in ferro o acciaio (noti anche come fasteners) di origine cinese.

I dazi antidumping, pur rientrando nell’ampia categoria dei tributi doganali, poiché riscossi in dipendenza dell’immissione in libera pratica di beni nel territorio UE, non assolvono una funzione propriamente fiscale, tutelando i meccanismi competitivi, tramite un allineamento del prezzo del prodotto al suo valore reale.

Tali misure sono riferite esclusivamente alle importazioni, nello specifico intento di equiparare il prezzo del bene estero a quello nazionale, con l’applicazione di un dazio specifico, di importo equivalente al margine di dumping praticato.

È questo il quadro normativo in cui necessita di essere inquadrata la decisione del 18 febbraio 2022 da parte della Commissione europea, la quale, in seguito ad aver verificato la sussistenza di tutte e tre le condizioni disposte dalla normativa ha introdotto, per mezzo del Regolamento di esecuzione (UE) 2022/191, nuovi dazi antidumping definitivi sulle importazioni di determinate viti per legno e autofilettanti, altre viti e bulloni a testa, rondelle (c.d. fasteners) in ferro o acciaio, originari della Repubblica popolare cinese.

La Commissione europea, infatti, ha constatato un considerevole calo dei profitti per le Società europee produttrici di viti, bulloni e altri elementi di fissaggio in ferro e acciaio e il contestuale raggiungimento del 15% della quota di mercato da parte delle imprese cinesi, ha riconosciuto l’esistenza sia del dumping che del nesso di causalità tra le importazioni dalla Cina e il pregiudizio per l’economia dell’Ue.

Pur in assenza di misure provvisorie, la Commissione ha, quindi, direttamente stabilito nuovi dazi antidumping definitivi, introducendo una tariffa generale dell’86,5% applicabile al prezzo franco frontiera netto dell’UE dei prodotti. La Commissione europea non è nuova a tali misure. Occorre infatti ricordare come un dazio antidumping dell’85% sui c.d. fasteners cinesi era già stato oggetto di numerose misure dell’UE, in seguito alle quali è sorto un ampio contenzioso, che ha coinvolto la World Trade Organization (WTO), la Corte di Giustizia Europea e anche la Corte di cassazione italiana.

Tali importanti problematiche saranno al centro, il 22 marzo alle ore 11, dell’International Trade Talk intitolato “i nuovi dazi antidumping sui fasteners”, in diretta sul canale YouTube di Arcom Formazione con la partecipazione di Renato Antonini, avvocato a Bruxelles esperto di diritto doganale presso Studio Steptoe, Sara Armella, avvocato esperto di diritto doganale presso lo studio legale Armella & Associati. L’incontro è organizzato da Arcom formazione con Assocad, Associazione nazionale dei Centri di assistenza doganale, in collaborazione con ShipMag, il magazine online del mondo dello shipping.

È possibile anticipare le domande da porre ai relatori scrivendo all’indirizzo mail formazione@arcomsrl.it