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I divieti, i poteri del commissario, i risarcimenti a compagnie e lavoratori: ecco il “decreto Venezia” / Il testo

“È istituito – si legge nel decreto – nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili un fondo con una dotazione di euro 35 milioni per l’anno 2021 e di euro 20 milioni per l’anno 2022”

Roma – “Le vie urbane d’acqua Bacino di San Marco, Canale di San Marco e Canale della Giudecca di Venezia sono dichiarate monumento nazionale. In dette vie d’acqua, a decorrere dal 1° agosto 2021 è vietato il transito di navi aventi almeno una delle seguenti caratteristiche:
a) stazza lorda superiore a 25.000 GT;
b) lunghezza dello scafo al galleggiamento superiore a 180 metri;
c) air draft superiore a 35 metri, con esclusione delle navi a propulsione mista vela – motore;
d) impiego di combustibile in manovra con contenuto di zolfo uguale o superiore allo 0,1 per cento”.
E’ quanto si legge nel cosiddetto “decreto Venezia“, disponibile per la consultazione qui sotto.

“È istituito – si legge nel decreto – nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili un fondo con una dotazione di euro 35 milioni per l’anno 2021 e di euro 20 milioni per l’anno 2022, finalizzato:
a) all’erogazione, nel limite complessivo di euro 30 milioni per l’anno 2021, di contributi in favore delle compagnie di navigazione, che, alla data di entrata in vigore del presente decreto, hanno già comunicato l’effettuazione a far data dal 1° agosto 2021 di transiti nelle vie d’acqua di cui al comma 2, in relazione agli eventuali maggiori costi sostenuti per la riprogrammazione delle rotte e per i rimborsi, riconosciuti ai passeggeri che abbiano rinunciato al viaggio per effetto della riprogrammazione delle rotte, qualora non indennizzabili sulla base di eventuali contratti di assicurazione;
b) all’erogazione, nel limite complessivo di euro 5 milioni per l’anno 2021 e di euro 20 milioni per l’anno 2022, di contributi in favore del gestore del terminal di approdo interessato dal divieto di transito di cui al comma 2, e delle imprese di cui lo stesso si avvale”.

“Il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale di Venezia è nominato Commissario straordinario ai sensi e per gli effetti dell’articolo 4, commi da 1 a 4, del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 giugno 2019, n. 55, con il compito di procedere alla progettazione, all’affidamento e all’esecuzione dei seguenti interventi:
a) realizzazione di punti di attracco temporanei non superiori a cinque nell’area di Marghera destinati anche alle navi adibite al trasporto passeggeri di stazza lorda pari o superiore a 25.000 GT;
b) manutenzione dei canali esistenti, previa valutazione di impatto ambientale;
c) interventi accessori per il miglioramento dell’accessibilità nautica e della sicurezza della navigazione”.