Cargo Logistica Porti

Il ghota mondiale dello shipping e logistica in campo per aumentare gli standard di sicurezza dei container

Milano – Cinque organizzazioni internazionali di trasporto e movimentazione delle merci hanno deciso di unire le forze per redigere un documento congiunto in cui sono riportate le linee guida da seguire per adottare e implementare gli standard di sicurezza dei container lungo tutta la supply chain a livello mondiale.

L’obiettivo delle cinque organizzazioni – Containers Owners Association, Global Shippers Forum, International Cargo Handling Co-ordination Association, TT Club e World Shipping Council (WSC) – è in particolare quello di promuovere nel mondo del trasporto il Codice CTU (IMO/ILO/UNECE), approvato sei anni fa e sponsorizzato dalle Nazioni Unite, il cui scopo è quello di fornire pratiche adeguate a coloro che gestiscono l’imballaggio delle unità cargo (CTU) per il confezionamento e messa in sicurezza del carico e dare supporto a coloro che hanno il compito di formare le persone per l’imballaggio di tali unità.

Uffe Ernst-Frederiksen della Containers Owners Association ha dichiarato: “Spesso viene trascurato il fatto che il codice CTU si occupa anche delle responsabilità delle parti che operano lungo la supply chain per ridurre al minimo la contaminazione dei container e dei loro carichi dai parassiti. È quindi opportuno che il materiale che abbiamo pubblicato richiami l’attenzione su questo importante problema, sottolineando che ridurre al minimo la contaminazione da parassiti dei container e dei loro carichi è una responsabilità condivisa “.

Parassiti, ma non solo. Altri fenomeni diffusi sono gli incendi dei container a bordo delle navi, guasti alla pila di container, ribaltamenti di veicoli, deragliamenti dei treni e crolli interni del carico. Le organizzazioni ritengono che l’adesione coerente, diffusa e diligente al Codice CTU da parte di tutte le parti all’interno delle supply chain ridurrebbe tutti questi incidenti in modo significativo. In merito, Lars Kjaer del WSC ha commentato: “Riteniamo che sia importante rivedere in modo pro-attivo e, ove necessario, rivedere le disposizioni normative esistenti per migliorare la sicurezza della nave, dell’equipaggio e dei lavoratori”.

“Ad esempio, lavorando a stretto contatto con altri partner – aggiunge Kjaer –, siamo stati in grado di garantire l’avvio di una ponderata revisione delle disposizioni speciali marittime nel Codice IMDG (International Maritime Dangerous Goods) dell’IMO. Tali disposizioni speciali possono oggi portare a esenzioni dai requisiti documentali e di sicurezza del codice con il risultato che il vettore potrebbe non essere in grado di adottare le misure precauzionali necessarie. Infine, Peregrine Storrs-Fox di TT Club ha dichiarato: “I vettori hanno migliorato la loro capacità di controllare il carico al momento della prenotazione al fine di combattere le maledizioni di errore e frode che causano false dichiarazioni e rischi inaccettabili per il settore”.