Porti e Infrastrutture Shipping e Logistica

Il ministero a caccia di nuovi dirigenti apre una selezione per 12 posti / Il documento

Roma – Il ministero dei Trasporti cerca la nuova classe dirigente. E’ stata pubblicata la “Procedura per il conferimento degli incarichi dirigenziali generali” del MIT: è il percorso scelto per il rinnovamento delle cariche ai vertici dell’ente.

La ministra Paola De Micheli ha scelto questo percorso anche perchè a settembre cominceranno a scadere diversi incarichi e alcuni dei dirigenti più in vista andranno in pensione. Così è partita la selezione.

OCCORRE GUARDARE AL MERITO QUANDO SI SCELGONO I SERVITORI DELLO STATO

Un importante intellettuale e dirigente politico della sinistra del secolo scorso in un convegno impartì una lezione sulla differenza tra cooptazione e rinnovamento. La cooptazione avviene quando un dirigente, un capo azienda o un politico, promuove vicino a lui uno meno intelligente. Quando si sbaglia e promuove una persona più intelligente questo è il rinnovamento. Deve proprio sbagliarsi. Aggiungo che sarebbe sufficiente avere a fianco persone competenti con piena capacità ad orientarsi in un determinato campo.
Il nostro campo sono la portualita’, lo shipping, la logistica. Il decisore politico, il parlamentare, il ministro dovrebbero essere in grado di riconoscere i portatori di interesse, valutarne le aspettative, mettere in relazione le richieste e le conseguenze sul settore. A volte addirittura si ha quasi l’impressione che si confondano le sigle associative. Nel settore marittimo portuale e logistico le associazioni sono, addirittura, doppie o triple per ogni categoria. Ci sembra che la ministra Paola De Micheli non abbia assegnato le deleghe ai sottosegretari, i quali vengono chiamati ad occuparsi di temi in modo spot, senza un effettivo potere decisionale.
Risulterebbe utile, presso il gabinetto del MIT, un riferimento competente, che istruisca i dossier, che pratichi l’ascolto, che dia organicità e respiro, tenga il rapporto con i parlamentari, sia riferimento per il settore.
La Conferenza Nazionale dei Presidenti di AdSP, anche se riunita qualche volta, non funziona in modo organico, non si è individuato il coordinatore che ne garantirebbe una funzionalità e un riferimento per i presidenti. Non si è fatta la nomina, dopo quattro anni, del presidente della AdSP di Gioia Tauro (Calabria), per citare un esempio che non ha costo per lo Stato.
Bisogna compiere delle scelte, occorre capacità di ascolto in tutte le direzioni, imprese, armatori, sindacati e lavoratori. Poi, si decide. La decisione è politica. Sperando nel rinnovamento e non nella cooptazione.

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