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In Francia il drone che verifica il tasso di emissioni delle navi

Parigi – Il ministero del Mare della Francia ha deciso di schierare un drone sniffer nella regione del Pas-de-Calais, nello Stretto di Dover, per aiutare a far rispettare le normative sulle emissioni alle navi che transitano in quest’area.

Lo stretto di Dover è una delle aree più trafficate al mondo per i movimenti di navi. Il drone è stato messo a disposizione della Francia dall’Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA): l’aereo senza pilota sorvolerà il Dover Strait Traffic Separation Scheme, che fa parte della SECA (Area di controllo delle emissioni di zolfo del Mare del Nord) dove sono in vigore norme più severe sulle emissioni inquinanti. Le navi che navigano in quest’area non devono utilizzare carburante con una concentrazione di zolfo superiore allo 0,1% mentre nelle altre zone la limitazione è fissata allo 0,5%.

Il network dell’EMSA in Europa

Le operazioni con il drone continueranno almeno fino al 1° gennaio, ma non è affatto escluso che possano continuare nel 2021. I voli sono operativi dal Centro operativo regionale di sorveglianza e soccorso (CROSS) a Cap Gris-Nez: la base fungerà da centro logistico e coordinerà il follow-up dei voli da eventuali navi rilevate come non conformi ai requisiti antinquinamento.

Le informazioni raccolte dal drone – che includono la concentrazione di zolfo nelle emissioni, le immagini delle navi, la traiettoria di volo e le misurazioni del gas – possono essere trasmesse in tempo reale e sono registrate presso il data center dell’EMSA. Questo data center è collegato a THETIS-EU, il database utilizzato dalle autorità di tutta Europa responsabili delle ispezioni delle navi. Se la misurazione delle emissioni effettuata dal drone indica una violazione del limite di concentrazione, una successiva ispezione della nave può essere attivata nel successivo porto di scalo; gli Stati membri dell’UE vengono informati in tempo reale di tali violazioni per facilitare il coordinamento delle ispezioni.

Un sistema simile è gestito dalle autorità danesi e copre l’area tra Svezia e Danimarca nota come Great Belt. Se i risultati di entrambe le prove avranno successo, è probabile che questo metodo di controllo delle emissioni delle navi si espanderà come alternativa più economica all’utilizzo di aeromobili con equipaggio.