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Kerry: “Pieno sostegno degli USA per lo shipping a zero emissioni entro il 2050”

New York – “Voglio annunciare che a sostegno dello sforzo mondiale per limitare l’aumento della temperatura media globale a 1,5 gradi e per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, gli Stati Uniti s’impegnano a collaborare con i paesi dell’Organizzazione marittima internazionale (IMO) per centrare l’obiettivo delle emissioni zero dal trasporto marittimo internazionale entro il 2050”.

Sono le parole pronunciate ieri da John Kerry l’inviato per il clima del presidente Joe Biden, durante la conferenza di Ocean Conservancy. Dichiarazioni, quelle di Kerry, che anticipano di 48 ore il vertice virtuale sul clima organizzato per domani e venerdì dagli USA, al quale parteciperanno 40 leader mondiali tra cui Xi Jinping e Vladimir Putin. Kerry ha aggiunto che “gli Stati Uniti aiuteranno ad implementare le tecnologie necessarie per ridurre rapidamente le emissioni dello shipping”.

La risposta dell’industria marittima mondiale non si è fatta attendere chiedendo ai leader politici di sposare l’ambizioso progetto dello shipping di eliminare il 2% di tutte le emissioni di Co2 del settore.

BIMCO, CLIA, International Chamber of Shipping, World Shipping Council, insieme ad altri gruppi industriali, hanno presentato una proposta all’IMO chiedendo di andare oltre le discussioni sul ruolo delle misure basate sul mercato (MBM) per garantire che gli obiettivi di decarbonizzazione siano raggiunto dallo shipping globale. Queste misure, infatti, saranno fondamentali per incentivare la transizione della flotta mondiale verso nuovi combustibili e tecnologie, che saranno più costosi di quelli in uso oggi.

Gli MBM attribuiscono un prezzo alle emissioni di CO2 al fine di fornire un incentivo economico a un settore per ridurre le proprie emissioni, riducendo il divario di prezzo tra combustibili fossili e combustibili a zero emissioni di carbonio. I leader dello shipping ritengono che ora sia il momento per gli Stati membri dell’IMO di considerare il ruolo degli MBM in modo che le misure possano essere sviluppate e attuate per facilitare l’adozione di tecnologie a zero emissioni di Co2 e navi a zero emissioni commercialmente sostenibili.

Affinché la determinazione del prezzo funzioni, devono essere valide le alternative ai combustibili fossili. Queste alternative non esistono ancora per le grandi navi transoceaniche. Lo sviluppo di tecnologie alternative sarebbe consentito da una massiccia accelerazione della R&S coordinata dall’IMO – finanziata dall’industria – in modo che le navi oceaniche possano passare a nuovi combustibili.

A tal fine gli Stati membri e l’industria hanno già avanzato una proposta matura per creare un fondo di 5 miliardi di dollari per la ricerca e lo sviluppo necessari per identificare le tecnologie per decarbonizzare il settore. Anche i leader del settore hanno ribadito tale richiesta affinché le nazioni sostengano questa proposta di ricerca e sviluppo presso l’IMO. La crescente necessità di prendere in considerazione gli MBM a livello globale, insieme all’accelerazione della ricerca e dello sviluppo, è troppo urgente per essere ignorata.

Gli organismi del settore hanno puntualizzato nella loro proposta alle Nazioni Unite che “la capacità di prendere in considerazione diverse misure alternative sarà fondamentale se [vogliamo] andare avanti con l’urgenza che la sfida della decarbonizzazione dello shipping richiede, data l’urgente necessità di compiere progressi nei nostri ambiziosi progetti”.

In linea con la strategia dello shipping per raggiungere l’obiettivo di decarbonizzazione già stabilito dai governi, l’industria sta incoraggiando le più grandi economie del mondo ad espandersi e ad accelerare gli sforzi di ricerca applicata e sviluppo. Poiché gli MBM possono impiegare diversi anni per svilupparsi ed entrare in vigore, la loro attuazione e il loro impatto incentivante potranno coincidere con la più ampia introduzione di tecnologie a zero emissioni di carbonio solo se misure come la proposta del fondo di R&S finanziato dall’industria saranno approvate.

Lo shipping chiede che qualsiasi MBM venga applicato in modo giusto ed equo. Infatti, sono state sollevate preoccupazioni su schemi unilaterali di tariffazione del carbonio, come la proposta di espansione degli ETS dell’UE, vista da alcuni osservatori come una soluzione che distorce il mercato creando un problema globale.

Gli organi del settore hanno aggiunto: “MBM giusti ed equi sono un’opzione politica praticabile per la transizione ai nuovi combustibili e alle tecnologie necessari per eliminare gradualmente le emissioni di GHG nel settore. Ci uniamo ai colleghi del settore per esortare le Nazioni Unite e i governi nazionali a dare la priorità alla discussione sugli MBM per assicurarci che lo shipping rimanga sulla buona strada per raggiungere i vitali obiettivi di decarbonizzazione”.

E ancora: “La decarbonizzazione del trasporto marittimo internazionale dipenderà dalle parti interessate al di fuori del settore che sviluppano tecnologie e rendono disponibili sul mercato combustibili a zero emissioni di carbonio mentre il settore marittimo avrà bisogno delle tecnologie per utilizzarli. L’urgenza della sfida richiede leadership e un approccio adeguatamente coordinato per catalizzare e incentivare la transizione verso un settore a zero emissioni”.