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La Grecia sostiene gli armatori: 10 miliardi di aiuti, ci sono anche i traghetti

Atene – Venerdì la Grecia si è unita agli altri governi europei e ha deciso di stanziare denaro pubblico per il settore dello shipping. Si ratta di aiuti di stato alle compagnie di navigazione colpite dalla crisi del coronavirus.

La mossa arriva cinque giorni dopo che il governo ha imposto un divieto temporaneo generale alle navi da crociera e agli yacht noleggiati, nonché a tutto il traffico marittimo di passeggeri tra la Grecia e l’Italia.

Il governo ha reso stretto ulteriromente le maglie il 20 marzo, con l’annuncio di ulteriori restrizioni sulle rotte nazionali più trafficate, di fatto imponendo uno stop ai traghetti.

Il governo perà ha deciso di inserire anche le compagnie dei traghetti nazionali nel pacchetto di incentivi da 10 miliardi di euro lanciato per l’economia greca.

Le imprese dovranno dimostrare di aver perso soldi a causa dell’emergenza e dovranno impegnarsi a non licenziare alcun dipendente durante la crisi. Per questo gruppo di aziende sono previste sospensioni dei contributi previdenziali.

Per sostenere le casse di queste imprese potranno essere richiest prestiti pubblici a lungo termine senza interessi per aumentare i flussi di cassa.

Le compagnie di navigazione non passeggeri, non rientrano nel regime. Il governo ha deciso di sostenere le aziende direttamente colpite dalle misure messe in campo per contrastare il Covid-19. La navigazione oceanica, nonostante il ruolo importante che svolge nell’economia greca, finora non ha subito queste restrizioni. L’Unione degli armatori greci (UGS), che rappresenta il trasporto marittimo del paese, ha invece dichiarato venerdì di aver avviato una campagna di raccolta fondi per fornire attrezzature mediche agli ospedali statali.

Le compagnie di traghetti, al contrario, vengono schiacciate dalle misure di chiusra del traffico: il 20 marzo il governo ha dato il via libera solamente al trasporto di camion e residenti sulle rotte domestiche.

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