Green&Tech Porti

La gru che aspira l’inquinamento delle navi: sbarca in Europa l’alternativa agli scrubber e all’elettrificazione delle banchine

Milano – Serviranno “20 anni per la transizione”. Quando cioè si passerà dai combustibili fossili a quelli puliti. In mezzo c’è spazio per la tecnologia necessaria già ora a ridurre l’inquinamento provocato dalle navi. Caem ha pensato a quella più originale, ma non per questo meno efficace. L’obiettivo dell’azienda americana è sempre lo stesso: ridurre le emissioni della flotta mondiale.  “Il sistema è all’avanguardia e immediatamente disponibile: catturiamo e trattiamo i gas di gas di scarico per l’abbattimento delle emissioni inquinanti di tutte le tipologie di nave” spiega l’azienda.

Il primo sistema è semplice: sulla banchina in cui è ormeggiata la nave, arriva un piccola e agile gru che grazie all’estensione del braccio, riesce a raggiungere il culmine della ciminiera e a installare un “cappello” in grado di catturare i fumi. Gli agenti inquinanti vengono così convogliati direttamente ad un congegno installato su una chiatta dotata di filtri di ceramica e reso inerte. “E’ un sistema che si adatta alle grandi navi, ma anche e soprattutto a quelle più piccole, magari dedicate ai collegamenti tra le isole del Mediterraneo e la terra ferma” spiega Caem. L’aspira inquinamento garantisce la riduzione del 99% delle Pm, del 95 % di Nox e dell’ 85 % di SO2.

Negli Stati Uniti credono a questo progetto e il CARB (California Air Resources Board) ha sostenuto il sistema di Caem per il Green Omni Terminal del porto di Los Angeles. Ma c’è una soluzione che si adatta meglio ai porti del Mediterraneo e dell’Europa più in generale: si chiama ShoreKat ed è già in funzione dal 2018.  E’ l’evoluzione del sistema che consente di ridurre lo spazio richiesto nelle zone di ormeggio e l’impatto sulle operazioni al terminal. Non serve nemmeno la chiatta, così che sostanzialmente l’inquinamento ambientale prodotto si riduca a zero.  Il telaio mobile consente di spostare lo ShoreKat lungo la banchina per collegarsi facilmente a navi di varie dimensioni oltre a servire diversi ormeggi all’interno di un terminal o nei terminali vicini. Il braccio telescopico riduce il tempo di connessione a meno di 30 minuti. E il costo di capitale e di esercizio è minore. “ShoreKat ha completato il suo piano di test approvato dal CARB con oltre 200 ore di acquisizione dati di test ottenendo l’approvazione finale al CARB per la certificazione e l’emissione di un ordine esecutivo”.

La terza generazione della tecnologia Caem si chiama VET System e consente l’installazione a bordo nave di uno impianto all’avanguardia per la cattura e il trattamento degli scarichi OGV,e tutte le tipologie di navi, per tutti i tipi di nave ma soprattutto ferries e navi da crociera, di lasciare incontaminato qualsiasi porto in luoghi protetti, per esempio in zone ad alta densità abitativa e/o di aree ecologiche protette.  Lo spazio ridotto dell’impianto CAEM consente l’installazione, a costi ridotti, a bordo di qualsiasi nave senza necessità di modifiche alla struttura esistente. Si tratta quindi di un’alternativa agli scrubber.

Il modello di business si basa su una tecnologia di transizione in attesa delle navi di terza generazione, a propulsione LNG e idrogeno. La transizione durerà però almeno 20 anni e la nostra

tecnologia, a differenza di tutte le altre tecnologie di riduzione delle emissioni dei fumi delle navi, non richiede alcun tipo di investimento collaterale per renderla immediatamente operativa”. Anche l’elettrificazione delle banchine “richiede enormi investimenti per il sistema di connessione elettrica a bordo nave, per le opere civili sulla banchina, oltre agli investimenti collaterali come l’installazione di stazioni di media tensione in zona portuale, il rafforzamento della capacità di trasporto elettrico ad alta tensione e, spesso, anche il potenziamento della produzione elettrica nelle vicinanze delle aree portuali”. Non solo: quando tra 20 anni le navi “verdi” costituiranno la maggioranza della flotta mondiale, quell’enorme massa di investimenti per elettrificare le banchine potrebbe essersi rivelata sostanzialmente inutile. Ecco perché Caem è convinta di avere la soluzione più economica ed efficiente. Soprattutto per le zone portuali del Mediterraneo, circondate dalle città e dal tessuto urbano.

Caem è nata dalla volontà del suo fondatore Nicholas Tonsich, avvocato con oltre 30 anni di esperienza in diritto ambientale.  L’esperienza commerciale di Tonsich include diverse operazioni di fusione e acquisizione di società tecnologiche, oltre a quattro anni come presidente del consiglio dei commissari portuali del porto di Los Angeles.  Il signor Tonsich è presidente e Ceo di molte imprese multimilionarie di successo, tra cui Clean Air Engineering – Maritime, Inc, (CAEM), una società che ha fondato nel 2010 per occuparsi strettamente della cattura e del trattamento dei gas di scarico dalle navi.  Sotto la guida di Tonsich, Caem ha sviluppato con successo progetti utilizzando sovvenzioni e finanziamenti commerciali.  In qualità di prima azienda a ricevere l’approvazione CARB per una tecnologia di controllo alternativo al regolamento di ormeggio, Caem ha stabilito l’attuale modello di business di successo utilizzato per il trattamento dei fumi di scarico.

Viste le notevoli richieste di ottenere un contatto, pubblichiamo anche il link per chiedere maggiori informazioni a Caem.