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Latini (SACE): “La nautica si conferma punto di forza del Paese”

“La maggior parte delle esportazioni del Bello e Ben Fatto sono dirette ai mercati avanzati, come Stati Uniti e Germania

Roma – “Il rapporto ‘Esportare la dolce vita’ presentato da Confindustria, che include anche il contributo dell’Ufficio Studi di SACE, si focalizza sul macro settore del “Bello e Ben Fatto“, vale a dire le 3F (Fashion, Food, Furniture) in primis, a cui si aggiungono la Ceramica, la Cosmetica, la Nautica e l’Automotive, che insieme rappresentano 135 miliardi di euro delle nostre vendite all’estero (il 30% del totale) e sono un grande punto di forza del nostro Paese e un tratto distintivo del nostro export”. Lo ha dichiarato Pierfrancesco Latini, amministratore delegato di SACE.

“La maggior parte delle esportazioni del Bello e Ben Fatto sono dirette ai mercati avanzati, come Stati Uniti e Germania. Se da un lato a trainare la crescita per il prossimo anno saranno ancora le geografie tradizionali come Stati Uniti e Germania, la quota dei mercati emergenti risulta tuttavia in crescita e presenta ampi margini di sviluppo. È proprio infatti dalle destinazioni non tradizionali – che hanno mostrato grandi capacità di resilienza e reazione alla crisi che stiamo vivendo – che arriveranno diverse opportunità per il Made in Italy: innanzitutto dal Sudest asiatico (Cina, Vietnam, Malesia e Corea del Sud) e in maniera selettiva da tutti i continenti (Europa emergente: Polonia; Nord Africa: Marocco, Medio Oriente: Arabia Saudita e Emirati; Sud America: Cile). E parlando di Sudest asiatico, non possiamo non parlare del grande potenziale dell’area RCEP, l’accordo di libero scambio tra i dieci Paesi del Gruppo Asean e cinque dei loro partner commerciali: Australia, Cina, Giappone, Nuova Zelanda e Corea del Sud. Il contributo di SACE al Rapporto presentato oggi, realizzato dal nostro team di economisti, si sofferma proprio su questo punto”.

L’accordo RCEP contribuirà a rafforzare i legami commerciali tra le economie che hanno aderito, rendendole più solide e incrementando la loro capacità di consumo. Questo porterà a un aumento della domanda di import di beni di qualità e di questo incremento generale ne beneficeranno i settori del Bello e Ben fatto italiano”.