Crociere Porti

Le grandi navi cruise tornano in Laguna. E riparte anche la protesta. Di Blasio: “Nessuna preclusione, pronti al dialogo”

Venezia – Dopo un mese e mezzo di incertezze e dubbi, le grandi navi da crociera ritornano in laguna. Domani la partenza dalla Stazione Marittima della nave MSC Orchestra – arrivata giovedì 3 all’alba nel porto di Venezia per caricare provviste e turisti – sarà accompagnata da una manifestazione di protesta del comitato “No Navi”, mentre sul fronte opposto gli operatori del settore – rappresentati dal Comitato Venezia Lavora – sono pronti a dare il benvenuto alla ripartenza delle crociere. “Finalmente, uno spiraglio di luce – scrivono in una nota – dopo l’infermo che abbiamo passato durante questi 17 mesi (19 se iniziamo a contare dall’ ”acqua grande” del 12 novembre 2019 che ha fatto concludere anzitempo la stagione crocieristica)”.

Risale al 12 maggio l’approvazione del decreto legge sulle crociere a Venezia. Prevede che le navi debbano attraccare in un terminal esterno alla laguna, quindi fuori dalle bocche di porto d’accesso alla città, destinato ad accogliere le navi oltre le 40 mila tonnellate. Ma poiché è una soluzione per la quale ci vorranno anni, c’è una soluzione intermedia e transitoria, praticabile forse già dal 2022, che prevede l’arrivo di una parte delle crociere a Porto Marghera, attraverso la bocca di porto di Malamocco e il canale dei Petroli. E intanto i colossi del mare, a distanza di 9 anni dal decreto Clini-Passera che ne vietava il passaggio a San Marco fatta salva l’individuazione di percorsi alternativi, continueranno a transitare nel cuore della città.

Sul punto, Fulvio Lino Di Blasio, neo presidente del porto di Venezia, presentandosi ieri pubblicamente, ha dichiarato che sul tema spinoso delle crociere la sua amministrazione non avrà alcuna preclusione: “Ritengo che si debbano sentire tutte le voci – il mondo delle imprese, lavoratori, sindacati e associazioni”. Con il trasferimento della crocieristica a Marghera, Di Blasio dovrà coniugare la gestione del porto commerciale con quella del turismo. “La priorità sarà quella di rendere compatibile il traffico commerciale con quello crocieristico, in alcuni casi è stato fatto riuscendo a fluidificare meglio gli accessi. Anche in questo caso non abbiamo una posizione di preclusione”, ha puntualizzato il presidente.

Fulvio Lino Di Blasio

In attesa del progetto per un terminal fuori dalla laguna come disposto dal governo, si lavora sulle soluzioni provvisorie. I tempi lunghi costringeranno a mantenere il traffico delle grandi navi nel bacino San Marco, anche se dovranno – per forza di cose – con l’era Mose avere un tonnellaggio più piccolo. Un turismo, per Di Blasio, che dovrebbe adeguarsi: “A Copenaghen hanno decretato la fine del turismo come noi lo conosciamo, con il passaggio dall’economia del turismo alla digital economy. E’ un elemento che deve far riflettere attivando delle energie che sono presenti a Venezia e che possono creare una modalità diversa della gestione del patrimonio artistico”.

Di Blasio ieri ha illustrato anche la situazione attuale dei porti di Venezia e Chioggia, in relazione ai trend di mercato e alle principale dinamiche del settore dello shipping.

In una situazione post pandemica che ha inevitabilmente mutato i valori delle economie”, ha dichiarato il presidente “l’Autorità deve saper leggere l’attualità e diventare il propulsore di cambiamenti in ordine alla scelte più sostenibili e di rilancio dell’economia”.

“Per farlo- ha precisato Di Blasio – l’AdSP dialogherà con le istituzioni, l’amministrazione regionale e comunale, con la Capitaneria di porto e con le altre istituzioni operanti in Porto nonché con l’intero ecosistema logistico e portuale che opera in una realtà unica e particolarissima come quella della laguna”.

L’Autorità è un ente pubblico non economico che rappresenta lo Stato sul territorio, ha proseguito il presidente “per questo abbiamo il dovere di costruire insieme agli attori istituzionali, economici e della società civile e ciascuno per propria competenza, una collaborazione efficace e costruttiva, basata sulla conoscenza e la competenza, volta a raggiungere l’interesse comune. Dovremo dare piena attuazione alla legge di riforma della portualità, rivedere l’assetto degli scali veneti puntando ad un porto di concentrazione e alle conseguenti economie di scala, concentrandoci su alcune parole chiave come transizione energetica e digitale, innovazione tecnologica e sostenibilità, con l’obiettivo di diventare sempre più attrattivi e stimolare gli investimenti privati”.

Il presidente ha evidenziato, quindi, l’esigenza di tornare a dare una risposta al mercato e agli operatori che cercano dall’Ente risposte e certezze. Il mondo delle attività economiche legate all’Autorità ha bisogno di avere un interlocutore che  sia consapevole della necessità di riconnettersi al sistema della produzione e della logistica e che indirizzi di conseguenza le proprie scelte ben sapendo che da esse dipende una catena di produzione fondamentale per lo sviluppo del territorio e dell’economia”.

“I porti di Venezia e Chioggia – ha concluso Di Blasiodevono essere porti accessibili in ogni senso: sarà quindi necessario lavorare sui molti dossier aperti, identificando gli obiettivi a breve e medio periodo, lavorando con dedizione per colmare i gap esistenti ed essere protagonisti di una nuova stagione di rilancio e crescita”