Cargo

L’Egitto chiede un miliardo di dollari di risarcimento per il blocco del Canale di Suez

Milano – Un miliardo di dollari. A tanto ammonta il risarcimento che l’Egitto si appresta a chiedere per il blocco forzato del traffico nel Canale di Suez di quasi una settimana causato dalla gigantesca portacontainer Ever Given.

“La cifra è una stima approssimativa delle perdite legate alle tasse di transito, ai danni subiti per i lavori di dragaggio, al costo delle attrezzature e della manodopera”, ha dichiarato l’ammiraglio Osama Rabie, capo dell’Authority del Canale di Suez, in un’intervista rilasciata ai media egiziani. Osama Rabie non ha specificato a chi l’Authority chiederà il risarcimento, aggiungendo però che “la richiesta è un diritto dell’Egitto visto che l’incidente ha danneggiato la reputazione del Paese”.

La nave Ever Given – battente bandiera panamense, gestita dalla compagnia taiwanese Evergreen e di proprietà della società giapponese Shoei Kisen Kaisha – si è incagliata il 23 marzo nella parte meridionale del canale ed è stata liberata lunedì scorso. La compagnia Evergreen ha dichiarato ieri di “non essere responsabile dei ritardi accumulati dal carico delle merce che stava trasportando”. La nave e il suo carico, che secondo Osama Rabie valgono circa 3,5 miliardi di dollari, si trovano attualmente nel Great Bitter Lake, il Grande Lago Amaro, un largo bacino al centro del canale dove la nave è stata sottoposta a ispezioni tecniche.

L’ammiraglio ha inoltre avvertito che “la nave rimarrà nel Grande Lago Amaro fino al completamento delle indagini”, aggiungendo che “le autorità stanno conducendo le indagini e che hanno interrogato l’equipaggio della nave mercoledì scorso”. Tuttavia, Osama Rabie ha puntualizzato che l’incidente e il conseguente risarcimento non dovrebbero avere ripercussioni legali: “Un tale scenario è improbabile – ha spiegato – perché il nostro Paese ha un lungo rapporto di collaborazione con l’armatore”. In merito anche l’agente di Evergreen in Egitto, Mohamed Bahaa, ha osservato che “difficilmente ci saranno controversie finanziarie: in 40 anni, non è accaduto un solo caso di controversia tra Suez Canal Authority ed Evergreen. Tutti, inclusi noi, rispettiamo le regole della SCA”.

Fino a ieri, come ha segnalato ShipMag, erano ancora 292, di cui 142 dirette al Mar Rosso e 150 al Mediterraneo, le navi in attesa di passare il Canale di Suez. Per smaltire l’ingorgo in entrambe le direzioni, l’Authority ha previsto di raddoppiare i turni di lavoro. Alcune navi nei giorni scorsi hanno scelto di fare marcia indietro e circumnavigare il Capo di Buona Speranza per arrivare nel Mediterraneo, una deviazione di 9 mila chilometri che comporta almeno sette giorni aggiuntivi di viaggio. Secondo le stime della società Lloyd’s List il blocco ha causato una perdita di 9,6 miliardi di dollari al giorno mentre per l’Egitto la cifra è stata pari a 12-14 milioni di dollari ogni 24 ore.