Porti e Infrastrutture Shipping e Logistica

Lo sciopero dei portuali chiude le esportazioni della Finlandia

Le trattative si sono interrotte su due temi cruciali come l’adeguamento dei salari all’inflazione e la sicurezza sul lavoro

Helsinki – I lavoratori dei principali porti finlandesi e gli autisti di camion hanno incrociato le braccia oggi, 15 febbraio, dopo l’annuncio del fallimento delle trattative sindacali. Lo sciopero, secondo la stampa finlandese, dovrebbe paralizzare il commercio estero e aggiungere ulteriore pressione a un’economia già pesantemente colpita dalla guerra in Ucraina.

Il sindacato finlandese dei lavoratori dei trasporti (Auto-ja Kjetusala Työntekijäliitto o AKT) ha spiegato che le trattative si sono interrotte su due temi cruciali come l’adeguamento dei salari al costo della vita e la sicurezza sul lavoro. A dicembre, il tasso di inflazione della Finlandia era di poco superiore al 9%.

Il sindacato, che rappresenta circa 1.800 lavoratori, ha respinto le proposte delle controparti e ha annunciato che lo sciopero durerà a tempo indeterminato fino a quando gli obiettivi non saranno raggiunti. Non ci sono colloqui programmati prima di venerdì.

Poche ore prima che i portuali iniziassero il loro sciopero, anche i camionisti hanno iniziato la protesta.

Maersk ha rilasciato una nota avvertendo i clienti che “tutte le operazioni delle navi nei porti finlandesi, nonché i movimenti dei gate e la movimentazione dei container all’interno dei terminal sono stati sospesi”. 

L’Associazione finlandese degli operatori portuali riferisce che ogni giorno di sciopero avrà un impatto di oltre 300 milioni di dollari sul commercio estero. Secondo i loro calcoli, il 90 per cento del commercio del Paese passa attraverso i porti. I primi dieci porti del Paese, tra cui Helsinki, Hamina-Kotka, Hanko, Rauma e Turku, sono colpiti dallo sciopero.