Lavoro

Maersk, torna in mare il comandante accusato di molestie nei confronti di un cadetto

Per il giudice il suo comportamento è stato “inappropriato”. Aveva palpeggiato e simulato atti sessuali con il giovave marittimo.

Milano – Un comandante che lavora per Maersk Line era a rischio di perdere il lavoro, ma tornerà in mare dopo una breve sospensione grazie a una sentenza che ha stabilito che il suo comportamento non era riferibile a una molestia sessuale.

Mark Stinziano che era stato accusato di aver palpato e abusato di un cadetto della Merchant Marine Academy degli Stati Uniti mentre prestava servizio come primo ufficiale a bordo della Maersk Idaho (portacontainer da 4.658 teu costruita nel 2000), trascorrerà quattro mesi in sospensione e altri otto in libertà vigilata.
Il giudice della Guardia Costiera Michael Devine ha descritto la condotta di Stinziano nei confronti del cadetto di coperta come senza malizia, ma alla fine inappropriata.

“Trovo che la posizione di alto livello [di Stinziano] a bordo della nave come primo ufficiale richieda la considerazione delle sue azioni rispetto al nonnismo a carico del personale, tanto più di quello che ha appena iniziato una carriera nella marina mercantile statunitense”, ha scritto Devine.

“Impegnarsi nella condotta di nonnismo di un giovane non è coerente con una posizione di autorità sostanziale e non dovrebbe essere tollerato”.

La sentenza

L’ordine di Devine è stato emesso il 20 aprile ma reso pubblico solo pochi giorni fa. L’onere della prova era a carico della Guardia Costiera americana che se avesse provato le accuse, avrebbe fatto perdere a Stinziano la licenza di comandante.

Devine ha concluso che Stinziano aveva agito in modo “inappropriato” nei confronti del cadetto di coperta palpeggiandolo, afferrandolo da dietro e simulando sesso in due occasioni, alzando il pugno con la minaccia di prendere a pugni il cadetto all’inguine, disegnando persino un pene sul suo elmetto e chiedendo al cadetto riferirsi al primo ufficiale come “papà grande” e a se stesso come “ranuncolo”.

Ma Devine ha affermato di non aver ritenuto che la condotta costituisse abuso sessuale o molestie sessuali.