Cargo Porti

“Mai più rifiuti per l’export americano”. Linea dura del Congresso USA contro i carrier

In agosto sarà discusso il ddl bipartisan che modificherà la normativa antitrust “Shipping Actdelegando più potere alla Federal Maritime Commission.

Washington – “Mai più rifiuti”. La politica USA intende usare la linea dura contro le compagnie di navigazione che non accetteranno di imbarcare, da qui in avanti, le merci degli esportatori a stelle e strisce sulle loro navi. Almeno è questo il tenore del disegno di legge (ddl) bipartisan, redatto da due deputati della Commissione Trasporti e Infrastrutture della Camera, che potrebbe modificare l’US Shipping Act in agosto, cioè quando il ddl, con cui verrà riformata la normativa antitrust sul trasporto marittimo, sarà discussa dal Congresso USA.

Il nuovo disegno di legge, partorito sulla scia di un’ondata di rabbia tra gli esportatori agricoli statunitensi, vieterà di fatto ai vettori di rifiutare tutte le prenotazioni di merci per le esportazioni USA. Richiederà inoltre che le navi di linea presentino una dichiarazione di conformità ai regolamenti della legge antitrust sulla navigazione. La Federal Maritime Commission (FMC) sarà poi tenuta a rendere noto pubblicamente tutti i risultati relativi alle false certificazioni da parte dei vettori marittimi. In questo mondo, la Commissione marittima federale avrà maggiore forza per tutelare i suoi esportatori.

I vettori hanno cercato però di minimizzare l’offensiva politica bipartisan. Il World Shipping Council (WSC), il gruppo con sede a Washington DC che rappresenta le compagnie di linea, ha sostenuto che “solo il mercato, e non le imposizioni normative, potrà risolvere i problemi della supply chain che hanno tormentato i caricatori per tutto l’anno”.

“C’è una mancanza di capacità sia sulla rotaia che sulla strada, non solo sulle navi, i magazzini sono pieni e i porti stanno esplodendo”, ha osservato il WSC in un comunicato la scorsa settimana. “Tutto questo però non è colpa di un unico attore della supply chain, ma di tutti gli attori visto che l’intera supply chain non è stata in grado di gestire in modo efficiente il forte aumento della domanda con conseguenti ritardi, interruzioni e carenze di capacità. Tutti gli attori della supply chain stanno lavorando per eliminare le criticità ma il problema è che, finché la massiccia domanda di importazioni da parte delle imprese e dei consumatori statunitensi continuerà, le sfide rimarranno”, ha affermato John Butler, presidente e CEO di WSC.