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Mattioli (Confitarma): “Oggi non esiste per le navi un carburante a impatto zero. Al lavoro per averlo entro il 2030”

Genova – La dichiarazione arriva come una doccia gelata sulle facili illusioni di crede che la svolta ecologica sia dietro l’angolo. ”Ad oggi – dice Mario Mattioli, presidente Confitarma, in occasione del convegno, in contemporanea a Napoli, Genova e Triste, su ‘L’Economia del mare’, organizzato da Il Sole 24 Ore – non esiste un carburante alternativo che possa essere utilizzato a bordo delle nostre navi che ci consenta di essere a impatto zero o di ridurre le emissioni in modo così forte come ci chiedono le normative”.
Che fare, allora, per ovviare a questa assenza e superare la sfida della transizione ecologica? Spiega Mattioli: ”Come armatori, ma anche come Federazione del mare, stiamo lavorando in maniera massiccia dal punto di vista della ricerca e dello sviluppo con centri di ricerca e Università proprio per riuscire ad avere entro il 2030 carburanti che ci consentano di essere poco impattanti o a impatto zero”.
Stando ai numeri riferiti, per mare transita il 90% delle merci che si scambiano nel mondo rendendo di fatto le vie del mare ”il motore dello sviluppo economico” del nostro continente. Per quanto riguarda l’Italia circa il 65% delle merci di importazione e circa il 45-50 delle merci d’esportazione passano sulle vie del mare. ”Come armatori abbiamo sviluppato negli anni – sottolinea Mattioli – le vie del mare intese sia dal punto di vista quantitativo, dunque di merci trasportate, che dal punto di vista dell’efficientamento delle navi per rispondere alla sfida dei cambiamenti climatici. Stiamo agendo in modo assolutamente importante per ridurre il carico di emissioni, operazione già avviata nel corso degli anni, e inoltre abbiamo navi, non solo sempre più grandi, ma anche estremamente più sofisticate con sistemi a bordo che consentono di essere impattanti in maniera positiva per l’ambiente”.