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Mauritius, un’altra nave si incaglia in paradiso: allarme inquinamento

Milano – Il governo di Mauritius ha schierato la Guardia costiera e la task force dell’esercito dopo che un peschereccio battente bandiera cinese con 130 tonnellate di carburante nei serbatoi, si è incagliato al largo dell’arcipelago.  Si tratta della Lurong Yuan Yu, come si vede dalla foto pubblicata su twitter da L’Express Maurice.

È il secondo naufragio in meno di un anno al largo di Mauritius, dopo che una nave cisterna ha colpito una barriera corallina a luglio e ha perso 1.000 tonnellate di carburante causando il peggior disastro ambientale della storia del paese.

Il peschereccio cinese ha inviato una richiesta di soccorso nel tardo pomeriggio di domenica e i residenti hanno detto di aver visto i razzi di segnalazione partire dalla nave che si è arenata al largo di Pointe-aux-Sables, nel nord-ovest dell’isola principale, non lontano dalla capitale Port Louis.

“La prima misura è pompare tutto il carburante per scongiurare un altro disastro naturale”, ha detto domenica ai giornalisti il ​​ministro Maudhoo, aggiungendo che la nave non conteneva alcun carico ma 130 tonnellate di olio combustibile e cinque tonnellate di lubrificanti.

I soldati e la Guardia costiera sono stati inviati sulla costa, dove sono stati dispiegati bracci di contenimento galleggianti pronti in caso di necessità per fermare una marea nera.

Il 25 luglio, la nave portarinfuse giapponese Wakashio si era arenata al largo di Mauritius.