Formazione

Mega: “La sicurezza fisica ed informatica dei porti deve essere gestita in maniera unitaria”

Il presidente dell’Autorità portuale dello Stretto è stato ospite di un evento al polo universitario di Civitavecchia

Civitavecchia – “La sicurezza fisica ed informatica dei porti deve essere gestita in maniera unitaria nell’ambito di una visione e strategia nazionale”, spiega in un post su Facebook Mario Mega, presidente dell’Autorità portuale dello Stretto. “Temi quanto mai attuali quelli trattati ieri nell’evento “Quadri evolutivi delle strategie di sicurezza nei trasporti e nella logistica – Il rapporto tra security e safety per la sicurezza dei trasporti aerei, marittimi, terrestri” organizzato dall’Università della Tuscia presso il Polo universitario di Civitavecchia. Interessanti gli spunti forniti da tutti i relatori e fra questi, per la strategicità degli enti rappresentati, quelli del Presidente di ENAC Avv.Pierluigi Di Palma, del Presidente di ANAS Gen.Prof.Edoardo Valente e dell’Ammiraglio Gianluca Galasso dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale. Grazie al Prof.Enrico Maria Mosconi ed al Gen.Prof.Emilio Errigo, promotori dell’evento e del nuovo Master di 1° livello in Transport Security, Safety and Cyber Protection (MISAS), anche io ho potuto dare il mio piccolo contributo con un messaggio di saluto iniziale”, continua ancora Mega che poi approfondisce il concetto: È stata l’occasione per evidenziare come nei prossimi anni i porti italiani saranno sempre di più al centro dello sviluppo dei territori di riferimento estendendo la propria funzione da nodi primari del sistema logistico nazionale a quella di baricentro delle iniziative di crescita produttiva, indotte dall’attivazione delle Aree ZES e ZLS, e soprattutto al più recente ruolo assegnato di catalizzatori di una transizione energetica evoluta per la nascita di hub energetici costieri a servizio anche dei territori retrostanti.

Tutto questo avverrà con una forte spinta alla digitalizzazione dei processi operativi e delle attività di monitoraggio e controllo delle infrastrutture portuali e dei servizi di trasporto indotta anche da una rinnovata centralità della nuova Piattaforma per la gestione della rete logistica nazionale prevista dal PNRR ed affidata dal MIMS a RAM per superare i ritardi accumulati nell’ultimo decennio nella creazione di una PLN centralizzata, a cura di UIRNET, a cui per fortuna il Ministro Enrico Giovannini ha posto fine.

Le nuove piattaforme informatiche che saranno sviluppate nei porti porranno tuttavia grandi problemi di cybersecurity perchè, se non saranno adeguatamente progettate e realizzate, potranno costituire dei punti di debolezza del più complessivo sistema informatico nazionale esponendo il settore della logistica a rischi di attacchi esterni che potranno anche sommarsi a quelli tipici alle infrastrutture fisiche ovvero a quelli imprevisti, ma non per questo meno gravi, legati agli eventi naturali.

Occorrerà un approccio olistico che non trascuri alcun aspetto ed attore coinvolto assicurando tuttavia quella necessaria flessibilità che consenta agli operatori privati di agire in piena autonomia sfruttando al massimo i benefici che la digitalizzazione spinta potrà assicurare in termini di semplificazione amministrativa e riduzione dei transit time per le merci ed i passeggeri nei porti e retroporti.

Per fare questo le Autorità di Sistema Portuale dovranno modificare il tradizionale approccio che ha portato negli anni ad esternalizzare i servizi informatici alla stregua di quelli che assicurano le manutenzioni delle infrastrutture operando invece per una visione integrata della security portuale, attenta non solo agli asset fisici ma anche a quelli immateriali, all’interno di un unico quadro di intervento nazionale coordinato con le Forze di polizia e con quelle che assicurano la difesa dello Stato.

Visione e professionalità che non si possono improvvisare, che devono essere alimentate con l’inserimento di specifiche competenze negli organici, ma sopratutto che devono portare le AdSP, da subito, nei tavoli nazionali di coordinamento che dovranno governare questi processi per rappresentare le esigenze del settore della logistica che resta pur sempre un settore in cui operano i privati ma per funzioni di interesse pubblico garantendo la connettività tra il sistema produttivo e i consumatori.

Purtroppo il rischio reale è che ci sia una scarsa consapevolezza di tutto ciò e si continuino a perpetrare gli errori del passato con personalismi istituzionali che alimenteranno le diseconomie spingendo le singole AdSP a procedere autonomamente pur di assicurare quello che il proprio cluster di riferimento richiede. Lo sviluppo si progetta. La decrescita si subisce“, conclude Mega.