Interviste Porti

Mennella (Fedepiloti): “Revisione Statuto e codice Etico, avanti tutta”. Nodo tariffe? “Problema cruciale in tempo di Covid”

“E’ stato un anno complicato, ma positivo nel complesso. Nonostante le difficoltà, la Federazione ha lavorato, e sta continuando a farlo, alla revisione del nostro Statuto e all’introduzione di un codice Etico che ci auguriamo di poter presentare alla categoria il prossimo autunno”.

Parte da qui Luigi Mennella, presidente di Fedepiloti, per spiegare i cambiamenti in atto all’interno della Federazione italiana più rappresentativa dei piloti del mare. Novità che il presidente anticipa a ShipMag in vista della 74° assemblea nazionale di Fedepiloti che si terrà il 28 aprile da remoto, causa Covid-19. L’evento sarà trasmesso in diretta sui canali ufficiali Facebook e YouTube della federazione con inizio previsto per le ore 10.00. Per il secondo anno consecutivo l’assemblea si svolgerà dalla sede del Comando Generale, una scelta che testimonia la forte e continua collaborazione tra i Piloti italiani e la Guardia Costiera, un legame indissolubile dal 1947 ad oggi.

Il titolo di quest’anno sarà “Professione Pilota – passato, presente e opportunità future”. “Un tema scelto per rilanciare l’impegno di una categoria che da 74 anni, pandemia compresa, non ha mai smesso di esercitare la propria professione attendendo con impegno e competenza al suo ruolo di servizio pubblico per il Paese”, puntualizza Mennella.

Quali sono le altre novità in rampa di lancio?

“Stiamo lavorando anche all’aggiornamento della nostra piattaforma informatica che consentirà una più rapida gestione sia dei corsi professionali richiesti dal decreto interdirigenziale 112/2018 che dei dati statistico/contabili delle Corporazioni. Prosegue il lavoro del comitato tecnico sui temi a noi cari dell’imbarco e sbarco in sicurezza dalle navi; infine c’è la gestione ordinaria della Federazione. Il nostro Consiglio direttivo vorrebbe, ovviamente, aprire molti altri tavoli di lavoro, ma, come già ribadito, il momento non è dei migliori e non aiuta; responsabilmente, cerchiamo di evitare riunioni in presenza per limitare la possibilità di contagi, e anche se la tecnologia, in questo momento, ci sta aiutando, offrendoci l’opportunità di ottimizzare tempi e risorse, sentiamo inevitabilmente il bisogno di confronti in presenza, perché il nostro lavoro è fatto anche dalle relazioni professionali e umane che lo accompagnano. Ed è per questo che ci auguriamo di rincontrarci presto”.

Nodo tariffe: perché non è stato ancora risolto?

Come associazione di categoria ci siamo attenuti alle indicazioni ministeriali. Attendiamo, quindi, le determinazioni del ministero. Questo punto è davvero cruciale per noi, perché a differenza di altri operatori del settore marittimo/portuale, la nostra categoria non ha avuto nessun tipo di ristoro a compensazione del calo di fatturato dovuto al calo di traffico, ma nonostante questo si è fatta carico delle spese per garantire il servizio H24 e per tutto l’anno”.

Il caso Suez ha messo a nudo la vulnerabilità delle infrastrutture portuali nei confronti del gigantismo. Qual è il punto di vista dei piloti?

L’Italia soffre, da sempre, di un deficit infrastrutturale importante, che diventa ancora più rilevante nel settore portuale. Abbiamo bisogno di torri pilota, dragare ed ampliare i porti affinché si possa essere al passo delle altre portualità mondiali. Ovviamente adeguare le infrastrutture esistenti non è una operazione di poco conto se si pensa che per costruire una nave occorre qualche mese di lavoro, mentre per un porto ci vogliono anni”.

Nuove risorse in organico, Genova ha lanciato il nuovo concorso. Partiamo da qui per fare un bilancio di quante risorse mancano oggi alla categoria e quali sono i problemi che i piloti devono affrontare?

“Dopo un lungo stop provocato da un ricorso, finalmente i concorsi sono ripartiti. La sentenza di quel ricorso ha portato, però, purtroppo, alla disapplicazione del limite di età di accesso alla professione rispetto alla norma primaria del Codice della Navigazione, generando così un conflitto normativo. Questo, a sua volta, ha favorito la nascita di contenziosi che, inevitabilmente, rallentano l’azione concorsuale. Ecco perché come Federazione auspichiamo un chiarimento normativo proprio per minimizzare i contenziosi. Al momento, le corporazioni necessitano di circa 30 piloti per ripianare l’organico nazionale”.

Come stanno lavorando i piloti in Italia in questo periodo di pandemia?

I principi che ispirano il nostro lavoro sono, da sempre, professionalità e sicurezza, ma salire a bordo di navi con equipaggi che provengono da ogni parte del mondo, accedendo ai nostri porti senza nessun tipo di controllo (la libera pratica si basa in concreto su una autodichiarazione), ci fa lavorare con preoccupazione. Non è raro, quindi, riscontrare, a posteriori, casi positivi all’interno dell’equipaggio.  Pur salendo a bordo con tutti i DPI previsti dai protocolli di sicurezza, infatti, la prossimità ed il contatto con persone di cui non si conosce la condizione fisica non è certo rassicurante. E questo vale non solo per i piloti, ma anche per gli stessi equipaggi, a loro volta timorosi. Per questo motivo molti piloti hanno chiesto di essere inseriti nelle categorie di accesso prioritario alle vaccinazioni. Il governo attuale ha scelto il criterio di vaccinazione a fasce d’età. Ne prendiamo atto e aspettiamo rispettosamente il nostro turno, ricordando che siamo le prime persone italiane ad accedere sulle navi in arrivo”.