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Mercato container, Fitch: “Bilanci società ok, ma il settore è volatile e il rischio ribassi non è escluso” / L’analisi

Milano – “Ci aspettiamo tariffe di trasporto sane nel breve termine, sebbene le potenziali pressioni determinate dal protezionismo commerciale e dalla conseguente localizzazione delle catene di approvvigionamento, la debole ripresa economica e il prosieguo della politica commerciale disciplinata su un’offerta di stiva ponderata possano influenzare le tariffe a lungo termine”.

Parola di Fitch, agenzia internazionale di valutazione del credito e rating, la quale sottolinea che le tre più grandi alleanze del mare – 2M, THE Alliance e Ocean – rappresentano circa l’80% del mercato globale, quindi sono loro a dettare le regole del gioco. Quello che si può evincere, al momento – osserva Fitch – è che i membri dei tre consorzi armatoriali abbiano mantenuto il portfolio ordini su livelli bassi, intorno al 10% della flotta globale, durante la crisi pandemica da Covid-19 rispetto a circa il 60% nel 2007, cioè alla vigilia dello tsunami finanziario che di lì a poco avrebbe messo in ginocchio l’economia americana e a cascata il resto del mondo.

Fitch segnala che le maggiori società di trasporto container hanno ridotto la capacità di spedizione disponibile di oltre il 13% nella prima parte del 2020 per rispondere in mondo tempestivo al calo della domanda a livello globale. La conseguenza è stata che le tariffe di nolo sono aumentate da giugno 2020, accelerando ad agosto con la ripresa della domanda e raggiungendo livelli record in ottobre, nonostante un calo iniziale delle tariffe spot all’inizio della pandemia.

La forte crescita dei tassi sulla rotta transpacifica, quasi triplicati su base annua, ha dato il via ad un aumento composito dei tassi su scala globale. In particolare, puntualizza Fitch, le tariffe transpacifiche hanno beneficiato dell’aumento dei volumi da giugno 2020, guidato da riassortimento e aumento della domanda di dispositivi di protezione individuale e dalla crescita delle scorte in vista delle festività natalizie per coprire potenziali interruzioni.

Tre delle più grandi compagnie di spedizioni di container – Maersk, CMA CGM e Hapag Lloyd – hanno riportato ottimi risultati nel primo semestre 2020. Il loro EBITDA è cresciuto grazie a tariffe di trasporto più elevate, nonostante i minori ricavi a causa della riduzione dei volumi trasportati. La redditività del settore potrebbe essere una delle più alte nel 2020 se le navi continuassero a mantenere l’attuale disciplina della capacità di stiva, considerato anche il fatto che il portfolio ordini continua ad essere basso.

Per tutti questi motivi, l’agenzia di rating si aspetta per quest’anno “buoni livelli di generazione di flussi di cassa, che le compagnie di navigazione utilizzeranno probabilmente per ridurre il debito, il che migliorerà i loro parametri di credito”.

Fitch avverte però che “l’industria del trasporto container è stata storicamente tra i settori più volatili. Nonostante alcuni recenti miglioramenti strutturali e una concorrenza meno aggressiva, sussistono ancora significativi rischi al ribasso. Il settore potrebbe quindi essere messo sotto pressione da un mix di fattori: potenziale calo della domanda di spedizioni, in particolare sulle rotte transpacifiche a causa delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina e della localizzazione della catena di approvvigionamento, e-commerce in crescita che spesso utilizza il trasporto aereo, condizioni economiche globali deboli, resistenza all’aumento delle tariffe di trasporto contratte e slittamento della disciplina dell’offerta delle compagnie di navigazione”.

Ma che cosa faranno i grandi vettori con i loro “nuovi” profitti? A chiederselo è stato anche il ceo di Sea-Intelligence Lars Jensen, guru dello shipping, che in un post su LinkedIn ha premesso che “siamo alla vigilia dei risultati del terzo trimestre dell’anno” per le compagnie di navigazione e, a quanto pare, “sono tutti in salute come dimostrano i sostanziali incrementi nei profitti. Molti vettori hanno visto anche che le agenzie di valutazione del credito hanno migliorato i loro credit ratings”.

Tutto questo, secondo Jensen, è positivo per i bilanci delle società. Da qui nasce il suo interrogativo: e ora? “Magari potremmo vedere qualche ordine in più, visto che la domanda in questo momento è bassa. Magari saranno ordini limitati per navi alimentate a GNL. Potremmo anche vedere nuove acquisizioni o fusioni da parte dei vettori più grandi che si rafforzeranno fagocitando quelli più piccoli. E anche una maggiore attività nell’approvvigionamento di aziende logistiche e di trasporto”.

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