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Mercato container, Xeneta: tassi in calo, ma bilanci solidi per i vettori contro ogni aspettativa / L’analisi

Oslo – L’onda d’urto del Covid è stata devastante per l’economia mondiale, ma non lo è stata per i bilanci dei principali vettori del trasporto marittimo dei container. Come certificano gli ultimi risultati finanziari, quelli del secondo trimestre, che riportano conti economici in ordine con utili e profitti in crescita. Numeri ottenuti, secondo l’ultimo rapporto XSI Public Indices di Xeneta, grazie alle “strategie proattive” messe in campo dalle compagnie di linea in questi mesi. La società d’analisi, con sede a Oslo, sottolinea l’importanza avuta durante la pandemia dalla leva dei tassi che anche oggi continuano a resistere su livelli mediamente alti, sebbene in agosto – avverte Xeneta – è stato registrato un calo dell’1,8% dopo un aumento dello 0,1% nel mese di luglio. Questo significa, fa notare la società d’analisi norvegese, che i tassi sono ora solo del 2,2% in meno su base annua: una cifra che, dato l’impatto del Coronavirus sull’economia mondiale, è “sorprendentemente piccola”.

“Quando si guarda a quanto duramente sono state colpite le principali economie nazionali, ai contraccolpi subiti dal commercio globale, penso che la maggior parte degli osservatori si sarebbe aspettato un crollo dei tassi. Crollo che invece non è ancora avvenuto”, commenta Patrik Berglund, ceo di Xeneta. L’indice mostra che il Covid-19 abbia causato un calo dei tassi del 4,6% da aprile in poi, il che significa che il benchmark globale è ora inferiore dell’1,9% rispetto all’inizio anno. “Non è certo una buona notizia per l’industria dello shipping – osserva Berglund -, ma potrebbe essere molto, molto peggio. La forza delle compagnie è stata la loro proattività, poiché hanno cercato di tenere alto il livello delle tariffe rimuovendo il tonnellaggio e adeguando le rotte in linea con la domanda. Ciò ha protetto sia i tassi contratti a lungo termine, sia aumentato i tassi spot e, a quanto pare, ha contribuito a fornire risultati finanziari solidi. Sono stupito di poterlo dire”, ammette il ceo di Xeneta.

Berglund indica i risultati, in particolare, di Hapag-Lloyd e Maersk. Il gruppo tedesco ha registrato un utile netto per il secondo trimestre di 287 milioni di dollari (contro 56 milioni di dollari nel secondo trimestre 2019), mentre il gigante danese ha portato in dote 443 milioni di dollari, quasi tre volte l’utile netto del secondo trimestre 2019, a 154 milioni di dollari. Anche la compagnia israeliana Zim, nel frattempo, ha registrato i migliori risultati nel secondo trimestre dell’ultimo decennio, con un profitto di 25,3 milioni di dollari. I costi del carburante inferiori sono stati un fattore decisivo, afferma il ceo di Xeneta, ma tassi elevati e blank sailings sono stati gli altri due fattori principali per centrare i risultati positivi.

“La domanda di tutti è: cosa succederà nel breve-medio termine?”, s’interroga Berglund. “I tassi spot – aggiunge – sembrano ancora forti, ma possiamo vedere nell’ultimo rapporto XSI che ora c’è un movimento al ribasso delle tariffe a lungo termine in quasi tutti i benchmark. Di fronte all’incertezza sulla rapidità con cui le economie nazionali possono riprendersi e alla prospettiva di nuovi blocchi, oltre alle consegne programmate di nuove navi che aumentano la capacità della flotta mondiale, il futuro potrebbe essere instabile per l’industria dei container”. Berglund rileva: “Se le compagnie di linea riuscissero a gestire i tassi in modo disciplinato e non si affrettassero a conquistare quote di mercato, pur rimanendo strategicamente proattive, allora forse potrebbero continuare a sfidare le aspettative negative. Ma non sarà facile”.

L’analisi regionale degli XSI Public Indices sulle principali rotte commerciali ha mostrato in agosto un calo uniforme dei tassi. Le importazioni europee sono diminuite dello 0,7%, in flessione dell’1,2% su base annua, mentre il benchmark delle esportazioni è sceso per il terzo mese consecutivo del 3%. Tuttavia, è diminuito solo dello 0,3% su base annua. Il quadro è stato simile negli Stati Uniti, con le importazioni che hanno perso l’1,5% del valore, mentre le esportazioni sono diminuite del 3,5%. Entrambi i benchmark sono scivolati verso il basso su base annua, in calo del 2% e del 4,2% consecutivamente. I tassi di esportazione dell’Estremo Oriente hanno tenuto meglio, aumentando marginalmente dello 0,1% (in calo del 2,1% su base annua, ma in aumento dello 0,5% dalla fine del 2019), mentre il dato sulle importazioni ha emulato la tendenza al ribasso, in calo del 4,1%. “Sarà affascinante vedere se questa traiettoria discendente si stabilirà, o se i vettori, ancora una volta, riusciranno a sostenere efficacemente le loro importantissime tariffe contrattate a lungo termine. L’XSI di settembre rivelerà di più”, conclude Berglund.

Le aziende che partecipano al benchmarking delle tariffe di trasporto marittimo e aereo di Xeneta e alla sua piattaforma di analisi di mercato includono nomi del calibro ABB, Electrolux, Continental, Unilever, Lenovo, Nestle, L’Oréal e Thyssenkrupp.