Difesa

Il messaggio di Mattarella alla Marina: “Sempre più importante difendere le vie marittime”

“La dimensione marittima si conferma sempre più rilevante nella vita dei popoli, costituendo parte essenziale dello sviluppo delle libertà”

Roma – “La guerra scatenata dalla Russia in Ucraina, la crisi generata dalle milizie Houthi nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden, il terribile conflitto tra Israele ed Hamas che sta causando decine di migliaia di vittime, hanno sottolineato l’importanza vitale di assicurare la libertà delle vie marittime e la agibilità delle fondamentali infrastrutture critiche sottomarine, da quelle energetiche a quelle di trasferimento dei dati, a garanzia della vita e della prosperità della comunità internazionale e, in essa, dell’Italia”. A scriverlo è il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, ammiraglio di squadra Enrico Credendino.

“La dimensione marittima si conferma sempre più rilevante nella vita dei popoli, costituendo parte essenziale dello sviluppo delle libertà e delle cornici di sicurezza poste a tutela – la premessa di Mattarella – il contributo della Marina Militare, con il livello di eccellenza fornito nell’intreccio tra tradizioni, tecnologia e professionalità, si conferma più che mai prezioso nell’attuale contesto internazionale”. “Nella Giornata della Marina Militare, mentre rivolgo l’omaggio della Repubblica alla sua gloriosa Bandiera e un pensiero alla memoria del sacrificio dei tanti marinai caduti nell’adempimento del dovere, esprimo alle donne e agli uomini della Forza Armata i sentimenti di apprezzamento e riconoscenza del popolo italiano per la loro dedizione”, aggiunge.”Alle complesse missioni svolte, come avviene in questo momento con le operazioni di contrasto alla pirateria, di lotta al terrorismo internazionale, di contrasto al contrabbando e di protezione delle linee di comunicazione di superficie e sui fondali marini, si affianca anche il significativo concorso alla tutela della vita umana in mare, oltre al servizio prestato dalle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera. Fronteggiare l’evoluzione di scenari così complessi comporta un elevatissimo livello di impegno che, ancora una volta, è stato profuso confermando la grande flessibilità dei mezzi e la straordinaria capacità degli operatori. In questa giornata, a tutto il personale militare e civile della Marina in patria e all’estero e ai loro familiari, va il saluto più intenso, unito al ringraziamento per lo straordinario esempio di dedizione e di professionalità che viene offerto ogni giorno col loro operato. Viva la Marina Militare, viva le Forze Armate, viva la Repubblica!”, conclude il capo dello Stato.

Credendino: “Necessario collaborare con altre Marine”

“La parola chiave è ‘intercambiabili’: oggigiorno le Marine nazionali non possono più operare efficacemente da sole. Le nostre navi sono inserite in gruppi di portaerei straniere e viceversa. In questo momento, per esempio, una nave francese si trova integrata sotto il comando del gruppo portaerei italiano che sta transitando nell’oceano Indiano. Con Stati Uniti, Francia e Regno Unito, stiamo creando una sorta di Quad delle Marine con portaerei nucleari e caccia di quinta generazione. Parimenti, l’industria della Difesa deve cambiare passo insieme a noi, individuare soluzioni e accelerare la produzione”. Lo ha detto l’ammiraglio Enrico Credendino, Capo di Stato Maggiore della Marina, in un’intervista al quotidiano ‘Il Messaggero’.

“C’è bisogno che il Mediterraneo sia mantenuto stabile dalle Marine dei paesi europei. Per questo negli ultimi due anni la Marina italiana è passata dall’operazione ‘Mare Sicuro’ che copriva solo la parte centrale a ‘Mediterraneo Sicuro‘ che va dalle Baleari al sud-est del Mediterraneo. – continua Credendino – C’è un forte riarmo della sponda sud del Mediterraneo con una base navale russa in Siria e una seconda, potenziale, a Derna, in Libia. E intanto gli algerini comprano missili Kalibr russi di ultima generazione e gli egiziani acquistano altrettanti mezzi cinesi. Concettualmente, se un carro armato russo entrasse via terra in Italia ci starebbe invadendo. Così una nave russa che entra nell’Adriatico, è vero che naviga in acque internazionali, ma sui inserisce nella nostra area di interesse”.

“La Marina inglese e francese hanno un numero di navi e assetti molto simili al nostro, fanno più o meno le nostre stesse attività, ma hanno entrambe circa 40mila militari. Noi abbiamo circa 30mila militari e 6mila civili. Lo standard di tutte le Marine vuole che le navi mediamente stiano in mare 4 mesi l’anno, per noi sono 6 mesi. La Francia per le Fremm e i sommergibili che impiega maggiormente prevede un doppio equipaggio per consentire la rotazione. Stessa cosa vale per le navi in operazione in Regno Unito, Olanda e Germania stanno procedendo verso sistemi analoghi per assicurare il recupero psico-fisico che noi invece non possiamo garantire ai nostri marinai. Spesso non riusciamo ad avere un equipaggio completo per ogni nave. – prosegue Credendino – Lo studio condotto dall’ammiraglio Cavo Dragone quando era a capo della Marina dice che abbiamo bisogno di almeno 39mila militari e 9mila civili. Il ministro della Difesa Crosetto è sensibile ma ci vorrà tempo”. In merito alla missione nel Mar Rosso, Credendino risponde che “combattiamo ogni notte“.

(foto Marina Militare)