Cargo Green&Tech Interviste

Messina (Assarmatori): “Green, bene obbiettivi sfidanti ma siano legati alle tecnologie che l’armamento ha a disposizione”

Il Presidente al Governo: “Chiediamo attenzione all’Economia del Mare in tutte le sue declinazioni”, spiega a ShipMag

Roma – Attenzione alla transizione energetica ma “gli armatori non sono produttori di carburanti né sono coinvolti direttamente nella filiera della cantieristica: in questo senso siamo ‘clienti’ pronti a sfruttare le tecnologie per la decarbonizzazione che il mercato ci mette a disposizione”, spiega il Presidente di Assarmatori Stefano Messina a ShipMag che poi aggiunge: “Permangono problemi a reperire il personale necessario a bordo. In tal senso siamo convinti che la recente estensione del Registro Internazionale possa dare un notevole impulso”.

Quale è il vostro giudizio sulla legge di bilancio?

“Sappiamo che questa Legge Finanziaria ha avuto un percorso accelerato ed è stata scritta appunto in tempi stretti, all’interno di alcuni paletti già fissati dal precedente Governo. Fatta questa doverosa premessa, vorrei sottolineare che la crescita e l’aumento degli occupati nel mese di ottobre confermano il ruolo del settore terziario di mercato nel promuovere accelerazioni nelle attività produttive; circa il nostro settore non compaiono all’interno del testo alcune misure, penso soprattutto al Marebonus, strumento che nel corso degli anni ha permesso di realizzare una vera sostenibilità ambientale favorendo le Autostrade del Mare e quindi riducendo traffico, incidentalità e inquinamento su strade e autostrade. Uno strumento, quello appunto del Marebonus, per il quale da anni si parla dell’esigenza di renderlo strutturale e adesso, al contrario, viene stralciato. Ma alle compagnie di navigazione, e mi riferisco in particolare a quelle attive su alcuni segmenti come il cabotaggio a corto e medio raggio, non è stato riconosciuto neanche un ristoro per far fronte, almeno in parte, al vertiginoso aumento del costo del carburante. Nonostante i tempi stretti, insomma, ci saremmo aspettati un’attenzione maggiore, ma parliamo di un Governo che sta muovendo i suoi primi passi e non credo sia ancora tempo di giudizi drastici o, peggio ancora, definitivi. Siamo comunque fiduciosi poiché la nostra visione di imprenditori ed armatori è di lungo termine”.

Transizione energetica, quali tematiche urgenti?

“Ciò che andiamo ribadendo da tempo: fissare obbiettivi anche altamente sfidanti, ma che siano legati alle tecnologie che l’armamento ha a disposizione. Gli armatori non sono produttori di carburanti né sono coinvolti direttamente nella filiera della cantieristica: in questo senso siamo ‘clienti’ pronti a sfruttare le tecnologie per la decarbonizzazione che il mercato ci mette a disposizione. Oggi entra  in vigore il nuovo CII (Carbon IntensityIndicator) dell’IMO, strumento che ha ricevuto critiche da più parti. Occorrerà monitorarne l’applicazione giorno per giorno. C’è poi il tema del Fit for 55: rispetto al disegno iniziale, siamo riusciti ad ottenere alcune importanti migliorie, ma non c’è dubbio che alcune delle componenti del pacchetto (ad esempio l’ingresso dello shipping nell’ETS) graveranno in modo dirompente sul trasporto marittimo”.

Cosa chiedete al Governo?

“Attenzione all’Economia del Mare in tutte le sue declinazioni che, come abbiamo appena visto, sono molteplici e diversificate. Il trasporto marittimo, e questo vale per le merci quanto per i passeggeri, è la spina dorsale del Paese, garantisce investimenti fortemente incentrati sul territorio del Paese e occupazione, può essere un formidabile strumento anche di sostenibilità ambientale, basta mettere in campo le politiche giuste. Credo che tutto ciò sia ben chiaro anche all’attuale Esecutivo. Da parte nostra siamo pronti a fornire, come è sempre stato, il nostro contributo di esperienza e conoscenza del settore”.

Nel 2023 quali sono le vostre priorità?

“I temi sul tavolo sono tanti. Abbiamo parlato della necessità di politiche adeguate allo sviluppo del comparto, delle sfide dettate dalla transizione energetica. Ma un altro tema da non dimenticare, anzi, da tenere sempre ben presente è quello dell’occupazione, visto peraltro che permangono problemi a reperire il personale necessario a bordo. In tal senso siamo convinti che la recente estensione del Registro Internazionale possa dare un notevole impulso anche sotto questo punto di vista oltre che per quanto riguarda gli investimenti delle compagnie di navigazione e, a valle, di tutta la filiera”.

Quali preoccupazioni per il 2023?

“Le previsioni dei più importanti centri studi, del settore e non solo, non sono certo rosee e in effetti i segnali che abbiamo non sono incoraggianti: i noli del trasporto containerizzato, giusto per fare un esempio, sono in drastico calo, a causa del trend negativo della domanda”.