Cargo Interviste

Messina: “No a interventi a pioggia e non si possono dimenticare i fondi per le flotte”

Il presidente di Assarmatori sul piano di investimenti previsto dal governo: “Ora è necessario definire tempi e modalità di attuazione e se necessario correggere anche alcuni passaggi”.

Genova – Sottolinea che c’è “la volontà politica di recuperare un gap infrastrutturale pesante” ma il presidente di Assarmatori Stefano Messina sul piano d’investimenti per i porti aggiunge: “Ora ci sono da definire tempi e modalità di attuazione”. E sul cold-ironing avverte: “No ad interventi a pioggia, ma si pensi al sistema nel suo complesso” E poi indica la rotta giusta: “Porti e navi devo marciare di pari passo”

Stefano Messina


Qual è il giudizio di Assarmatori sul piano d’investimenti per i porti?
“Il dato positivo più importante è che ci sia finalmente un Piano ed una attenzione alle infrastrutture e ai porti. Complesso, articolato, ancora non completamente finanziato, ma c’è e questo indica una volontà politica di recuperare un gap infrastrutturale pesante”.


Quali sono state le linee guida dell’esecutivo secondo lei?
“La scelta dell’esecutivo è stata di puntare soprattutto su investimenti nazionali e non tanto sui fondi del Pnrr, ma la quota di finanziamenti a carico del Fondo Complementare è comunque importante. Ora ci sono da definire tempi e modalità di attuazione del Piano e se necessario correggere anche alcuni passaggi dello stesso. L’auspicio è che la Consulta per le Politiche delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, istituita dal ministro Enrico Giovannini coinvolgendo tutti i protagonisti del settore, diventi la vera cabina di regia del Piano pluriennale”.


Cold – ironing, gli armatori di che cosa hanno bisogno per creare il giusto ecosistema?
“Lo abbiamo detto più volte, per gli armatori è importante che non si prevedano interventi a pioggia ma che gli investimenti per l’elettrificazione delle banchine si concentrino dove effettivamente servono e che si pensi al sistema nel suo complesso. Portare l’energia elettrica in banchina ha senso se anche la nave che attracca è predisposta per potersi allacciarsi alla rete. Come dicevano i latini, simul stabunt vel simul cadent, porti e navi devono marciare di pari passo, non c’è modernizzazione del sistema che passi da uno solo di questi due attori”.


Perché gli armatori non sono stati interpellati?
“Il ministero della Transizione Ecologica nella preparazione del primo bando per gli incentivi per gli investimenti privati dei concessionari portuali sembra aver coinvolto soprattutto le Autorità di Sistema Portuale, e questo è uno degli aspetti da correggere nella gestione di un piano complessivo ben più ampio del primo blocco di incentivi da 280 milioni di euro. Credo che sia più funzionale la strategia adottata del MIMS di coinvolgere tutti nella Consulta e procedere poi per tavoli tematici ristretti; importante sottolineare il coinvolgimento preventivo di noi tutti operatori che trasparentemente forniamo i nostri contributi professionali nel rispetto poi della responsabilità delle decisioni in capo al governo e alle Istituzioni preposte”.