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Messina: “Registro Internazionale al bivio, Italia poco competitiva senza una modifica seria”

Il presidente di Assarmatori replica al numero uno di Confitarma: “Il governo sta seguendo l’impostazione indicata dalla UE, servono procedure più semplici ed efficienti”

Genova – “L’Italia si sta avviando a modificare l’ordinamento del Registro Internazionale secondo l’impostazione indicata dall’UE, ossia allargando i benefici per l’occupazione marittima previsti dalla legge 30/98 anche alle navi che battono bandiera di un Paese europeo o dello Spazio Economico Europeo”.

Stefano Messina, presidente di Assarmatori, intervenendo alla Genoa Shipping week, risponde a stretto giro al numero di Confitarma, Mario Mattioli, mettendo a nudo una spaccatura all’interno dell’armamento italiano su un tema sensibile come il Registro Internazionale.

“Il problema è che dalle procedure di arruolamento dei lavoratori ai collaudi, dalle ispezioni ai sistemi di comunicazione, dall’arruolamento dei medici di bordo alle procedure d’ispezione dei carichi, al rilascio e al rinnovo dei certificati di sicurezza, non c’è quasi norma o procedura italiana che non sia più farraginosa e costosa di quelle imposte dalla media degli altri paesi europei”, osserva il presidente di Assarmatori.

A questo punto, Messina rilancia: “Senza una seria opera di semplificazione e de-sburocratizzazione, il rischio di una migrazione verso registri più efficienti e meno costosi è assolutamente reale soprattutto per il naviglio impegnato nei traffici internazionali”.

Messina riconosce che “le misure fiscali e contributive introdotte con il Registro Internazionale nel 1998 hanno raddoppiato la flotta mercantile di bandiera italiana, che dai poco più di 8 milioni di tonnellate di stazza lorda di allora, ancora oggi, nonostante un periodo di decrescita, si mantiene superiore ai 15 milioni di tonnellate”. “Ora, però – aggiunge il presidente di Assarmatori – tutto il sistema si trova davanti a un bivio e, a seconda della strada che imboccherà, ci potrà essere un nuovo rilancio”.

Tuttavia, il presidente ricorda che “una flotta mercantile italiana esiste ancora ed è pure molto competitiva, soprattutto nel settore traghetti Ro-Ro e Ro-Ro Pax, dove l’Italia è leader nell’Unione Europea per tonnellaggio e merce movimentata”.