L'intervista Porti e Infrastrutture

Minoia: “Stazioni Marittime a Genova ha bisogno di più spazio per i traghetti”

L’ad fa il punto sui lavori in corso e i progetti da realizzare entro il 2025 al terminal crociere. “Quest’anno oltre 1,5 milioni di viaggiatori e meno toccate per gli interventi sulle infrastrutture”. Il manager vorrebbe crescere sull’altro ramo del porto passeggeri: non li nomina, ma guarda a Sech e Ponte Parodi.

Genova – Dopo un 2023 con il record storico di passeggeri, il 2024 sarà un anno di transizione. Di passaggio verso un 2025 che vedrà pronta la seconda banchina per le navi da crociera più grandi, l’entrata in funzione del primo accosto elettrificato del terminal passeggeri del porto di Genova e, se tutto andrà secondo i progetti, anche il collegamento fra la stazione marittima e l’aeroporto di Genova via treno in 12 minuti ogni quarto d’ora.

Alberto Minoia, 52 anni, una carriera nel mondo ferroviario, da Rfi a Trenord, da poco più di un anno amministratore delegato di Stazioni Marittime spa (gruppo Msc 50,10%, Adsp del Mar ligure occidentale 21,85, Costa 13,28, Moby 7,33, Comune di Genova 5 e Tirrenia 2,44), la società che gestisce le banchine del porto passeggeri di Genova, racconta a Shipmag lavori in corso e sfide sul versante crociere e formula un auspicio sul fronte dei traghetti: nuovi spazi per potenziare l’attività, da ricavare allargando un po’ i confini. Non lo dice esplicitamente, ma è evidente che guarda al Sech, da una parte, e Ponte Parodi dall’altra.

Partiamo dai numeri: 2023 anno record e 2024 in lieve crescita per i traghetti, ma in calo per le crociere.
“Stazioni Marittime ha in gestione 290 mila metri quadrati di aree con 12 accosti e 5 terminal passeggeri. L’anno scorso abbiamo visto 340 toccate di navi da crociera e oltre 1.700 di navi traghetto, 1.700.000 passeggeri per le navi da crociera, oltre 2.300.000 per i traghetti: il totale supera i 4 milioni, che è il record nella storia del porto passeggeri di Genova e per le crociere. In una sola giornata, il 29 ottobre, abbiamo avuto 4 navi da crociera presenti in contemporanea, una dura messa alla prova dei nostri processi operativi e produttivi”.
Che anno sarà il 2024?
“I passeggeri dei traghetti cresceranno di qualche punto percentuale. Per le navi da crociera ci aspettiamo oltre 1 milione e mezzo di viaggiatori e un minor numero di toccate. Il motivo è legato essenzialmente al fatto che questa sarà un’annata importantissima dal punto di vista del potenziamento delle infrastrutture portuali che ci riguardano, il che significa avere minore possibilità di ricevere navi in contemporanea. Per intenderci: il coefficiente di riempimento delle navi sarà maggiore o uguale, ma ci saranno meno toccate”.
Ci sarà una banchina in meno per le crociere?
“I lavori più consistenti riguardano la banchina di levante di Ponte dei Mille, una riprofilatura per portarla dagli attuali 290 metri (oggi insufficienti per la media delle dimensione delle navi che ormeggiano nel porto di Genova) a 376 metri. I lavori sono iniziati due giorni fa, committente l’Adsp del Mar ligure occidentale, e dureranno 13 mesi e mezzo, che è una bella performance, perché vuol dire chiudere il cantiere alla fine della primavera 2025, cioè prima dell’avvio dell’alta stagione che a quel punto avrà un approdo in più per le navi da crociera più grandi. Un obiettivo rilevante considerata l’evoluzione del mercato”.
Come è cambiata la tipologia delle navi negli ultimi dieci anni?
“Dalla fotografia fatta dal 2013 al 2023 delle navi da crociera approdate nel porto passeggeri emerge che dieci anni fa il 50% erano navi piccole e il 32% grandi. Nel 2023 il numero di navi piccole è sceso all’11% e le grandi sono salite al 70%. Da qui la necessità di interventi alle banchine che determinano un’indisponibilità temporanea, ma sono finalizzati ad avere poi accosti in grado di accogliere le unità più grandi. E c’è un altro dato che spiega la necessità di interventi alle infrastrutture, già avviati: con la crescita delle navi è aumentato anche il numero medio di passeggeri medi per toccata, da 3.524 nel 2013 a circa 5 mila (4991) nel 2023. Quindi non servono solo banchine più lunghe e fondali adeguati ad accogliere le navi, ma anche spazi nei nostri terminal, in grado di accogliere il 51% in più di passeggeri a toccata media nave”.

Quali interventi avete avviato?
“Stiamo lavorando come Stazioni Marittime al restyling dell’ala di ponente del fabbricato di Ponte dei Mille, un’area pregiatissima, l’area del salone storico di prima classe. E ci saranno fasi successive che gestirà direttamente l’Autorità di sistema portuale: il consolidamento della banchina a ridosso del fabbricato con iniezioni di calcestruzzo e i lavori sui fregi del fabbricato”.
Poi c’è l’elettrificazione delle banchine del porto passeggeri?
“Un lavoro di cui è committente l’Adsp (che investe 20 milioni, ndr), con la nostra collaborazione: faremo in modo che i lavori interferiscano il meno possibile con le nostre attività operative. Il cantiere per la realizzazione della cabina con le apparecchiature a monte di Ponte Colombo è già aperto, poi saranno effettuati gli scavi per portare progressivamente le condutture agli accosti, partendo dalle banchine di levante, quelle che ospitano le navi da crociera che effettuano le soste più lunghe, hanno bisogno di più energia e sono anche quelle in gran parte già predisposte per l’allaccio a terra che permetterà di tenere i motori endotermici spenti azzerando emissioni, vibrazioni e rumore. Il primo accosto elettrificato, che pensiamo sarà Ponte dei Mille, auspichiamo possa essere pronto, se non quest’anno, nel 2025”.


Un 2025 con tante novità infrastrutturali. E il 2024?
“E’ un anno in cui gestire bene i servizi per i clienti e i passeggeri in concomitanza con lavori importanti alle infrastrutture. E’ questa la vera sfida. Se, come pensiamo, i viaggiatori non si accorgeranno dei lavori in atto, avremo fatto bene il nostro lavoro”.
Quanto investe Stazioni Marittime su questi interventi nel 2024?
“Al milione e mezzo di euro per la manutenzione ordinaria, quest’anno aggiungiamo 2,5 milioni di investimenti dedicati esclusivamente alla prima fase di intervento di revamping del fabbricato di Ponte dei Mille lato ponente, più 1 milione di manutenzioni straordinarie, cui si sommeranno gli interventi dell’Adsp. Poi, nel 2025, vorremmo intervenire con messe a punto di collegamento, scale mobili e ascensori, per dimensionare l’accoglienza ai flussi”.
Il capitolo dei collegamenti infrastrutturali del porto passeggeri con la stazione ferroviaria di Genova Principe e con l’aeroporto quanto è importante per Stazioni Marittime?
“Siamo in un momento storico. Il progetto ha una portata vasta, a livello di città, di regione, ma anche di regioni limitrofe. E’ legato al porto, all’aeroporto, alla ferrovia, alle strade e ai collegamenti con il nord, il centro e il sud Italia, oltre a Francia, Svizzera e Austria che normalmente portano crocieristi alle nostre navi. C’è uno steering committee guidato dal capo della segreteria del viceministro Edoardo Rixi che lo sta portando avanti”.
Cosa cambierà per il porto passeggeri?
“Nel 2023 abbiamo intervistato i crocieristi che iniziano e finiscono il viaggio a Genova. In sintesi è emerso che l’82% arriva qui con la propria auto (41%) o il bus (41%) organizzato dalla compagnia di navigazione, il 10% in taxi e l’8% in treno. Siamo partiti da qui. Dalla stazione ferroviaria di Genova Principe al terminal crociere oggi c’è un percorso pedonale di 870 metri, all’aperto, con interferenze stradali. Ma c’è già disponibile un sottopasso, poco conosciuto e utilizzato, 350 metri senza barriere architettoniche, che collega direttamente la stazione Principe di superficie con la fermata di Genova Principe sotterranea che è proprio sotto la stazione marittima. Quello che manca, e che prevede il progetto, è una doppia scala mobile più un ascensore da 20-25 persone che consenta di arrivare direttamente da lì alle navi. Noi siamo già organizzati per andare a prendere il bagaglio in stazione e farlo trovare a bordo ai crocieristi”.
Il collegamento con l’aeroporto?
“Auspicabilmente entro il 2025 sarà attivo il nuovo binario che in 12 minuti collegherà con un treno ogni 15 minuti il porto passeggeri con l’aeroporto. Guardi che il Milano Centrale – Malpensa, servizio ferroviario che io gestivo nel mio precedente lavoro, impiega 54 minuti e c’è un treno ogni mezz’ora”.
Un modo per incoraggiare i passeggeri a muoversi di più in aereo e in treno che evita anche le code?
“Se dall’8% saliremo almeno al doppio dei crocieristi che arrivano e ripartono da Genova in treno, significherà anche che per ogni nave risparmieremo alla città e al porto da 150 a 250 auto. Non è cosa da poco, a costo zero. E potremmo evitare ulteriori code a Genova ovest e auto in porto facendo uscire all’aeroporto chi comunque arriva con la propria vettura, lì troverà un parcheggio dedicato, modello Famagosta (un altro pezzo del progetto logistico da realizzare) e con 100 metri di tapis roulant sarà alla stazione ferroviaria di Genova aeroporto e quindi al porto passeggeri in 12 minuti”.
Tornando al terminal di Ponte dei Mille, ci sono altri lavori?
“Entro la fine dell’anno contiamo di entrare nei nuovi uffici che saranno al primo piano dell’edificio. Significherà liberare 500 metri di spazi per l’operatività delle crociere”.
Parliamo di traghetti. Servono più spazi?
“I lavori per il potenziamento delle crociere sono già in atto, ulteriori aree per gestire i traghetti sarebbero benvenute”.
C’è un progetto per un’area in particolare? Avete presentato un’istanza?
“E’ più un desiderata. Se avessimo più spazi operativi, li utilizzeremmo al massimo. Ne abbiamo fame e viene naturale guardare alle aree limitrofe. Sarebbe antieconomico e improduttivo pensare a enclave in posizioni del porto diverse. Abbiamo dei confini a levante e ponente, da una parte Ponte dei Mille e dall’altra Ponte Caracciolo, se potessimo sconfinare un po’ da entrambe le parti sarebbe interessante. Le formule, poi, possono essere diverse: io sono per la collaborazione perché credo che saturare, nel senso di utilizzare al massimo e al meglio le infrastrutture, faccia il bene di tutti. Siamo aperti a ipotesi. Non abbiamo pensieri espansionistici, però ci piacerebbe poter ampliare ulteriormente i volumi di traffico e si può fare solo con nuovi spazi”.